A Mandatoriccio la scuola esce dalle aule: tornano le lezioni all’aperto
L’Istituto comprensivo guidato dalla dirigente Pacifico rilancia la didattica all’aria aperta: «Così l’apprendimento diventa esperienza reale e comunità»
MANDATORICCIO - La scuola che esce dalle aule per incontrare il mondo. Non è una suggestione, ma una scelta didattica precisa che torna a prendere forma nei plessi dell’Istituto comprensivo di Mandatoriccio, dove sono ripartite le lezioni all’aperto, già sperimentate con successo negli anni passati .
Un modello che rompe lo schema tradizionale e prova a rimettere al centro l’esperienza diretta degli studenti. Non più solo banchi e lavagne, ma cortili, spazi verdi e luoghi aperti trasformati in ambienti di apprendimento. Un modo diverso di fare scuola, che punta a rendere più coinvolgente e stimolante il percorso educativo.
A guidare questa visione è la dirigente scolastica Mirella Pacifico, che rivendica una scelta coerente con un’idea più ampia di educazione: «L’apprendimento non deve essere limitato alle quattro mura della classe, ma esteso all’ambiente esterno, dove gli studenti possono toccare con mano la realtà e fare esperimenti pratici». Una linea chiara, inserita anche nell’atto di indirizzo dell’istituto, che punta a superare la separazione tra scuola e vita quotidiana.
Non è un caso che quasi tutti i plessi siano stati attrezzati per ospitare attività all’aperto. L’obiettivo è duplice: da un lato rendere più dinamico e meno formale il momento didattico, dall’altro rafforzare il legame tra scuola e territorio, coinvolgendo una comunità più ampia che si estende su ben cinque comuni.
Il principio è semplice ma tutt’altro che banale: la scuola non come luogo chiuso, ma come spazio aperto, capace di dialogare con l’esterno. Il cortile o il giardino diventano così una naturale estensione dell’aula, un ponte tra casa e istituzione scolastica, ma anche un modo per smorzare tensioni e rendere l’ambiente più accogliente per gli studenti.
I benefici, del resto, sono evidenti: maggiore motivazione, apprendimento esperienziale, sviluppo delle competenze sociali e una più forte connessione con l’ambiente naturale. Tutti elementi che contribuiscono a costruire un percorso educativo più completo e vicino ai bisogni reali degli alunni.
Una pratica che, numeri e riscontri alla mano, continua a raccogliere consenso tra studenti e comunità. E che rilancia un messaggio chiaro: la scuola può cambiare forma senza perdere sostanza, anzi rafforzandola, proprio quando sceglie di aprirsi.