Rompecabezas – Puzzle, l’ultimo pezzo: quando il finale diventa uno specchio
Martedì 13 gennaio su YouTube va in scena “La fine del rompecabezas”, capitolo conclusivo della webserie indipendente che ha sfidato lo spettatore tra identità frammentate, narrazione non lineare e cinema ribelle
CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un momento, in ogni racconto che osa davvero, in cui smette di proteggere lo spettatore e lo costringe a guardarsi allo specchio. “La fine del rompecabezas”, ultimo capitolo della webserie indipendente Rompecabezas – Puzzle, in première martedì 13 gennaio alle ore 18 su YouTube, arriva esattamente lì: nel punto in cui la storia non si limita a chiudersi, ma chiede di essere capita, ricomposta, forse persino giudicata.
Dopo mesi di episodi frammentati, deviazioni narrative, scarti improvvisi di tono e linguaggio, il puzzle promette finalmente una forma. Ma attenzione: non è detto che sia rassicurante.
Al centro del racconto resta Cosma, personaggio ambiguo e magnetico, una ragazza dal nome maschile che attraversa versioni alternative di sé come stanze di una stessa casa mentale. La serie non segue una progressione classica: preferisce il labirinto alla linea retta, l’eco alla spiegazione.
La domanda che accompagna lo spettatore sin dall’inizio — chi è la vera Cosma? — non trova risposte facili. Anzi, nel finale sembra ribaltarsi: e se la domanda fosse sbagliata?
Tra episodi disturbanti come Misofonia, esercizio sensoriale sul limite della sopportazione, il surrealismo grottesco di Pomodoro e la nudità emotiva di Filtro Anti-Bugia, Rompecabezas – Puzzle ha costruito un universo narrativo che rifiuta le etichette e mette in crisi la fruizione passiva.
La serie non si è mai accontentata di stare “dentro lo schermo”. Con una caccia al tesoro digitale che attraversa gli episodi — codici QR nascosti tra le scene, indizi da decifrare, percorsi da ricomporre — il pubblico è stato trasformato in parte attiva del racconto.
I primi tre che riusciranno a completare il puzzle digitale riceveranno un premio simbolico ma coerente con lo spirito del progetto: non un gadget, ma la sensazione di aver capito qualcosa prima degli altri.
Nato poco prima della pandemia, senza sponsor e senza reti di protezione, Rompecabezas – Puzzle è un progetto che ha fatto dell’indipendenza una scelta estetica e politica. L’idea porta la firma di Pietro Labonia e di Vero Luz, con la sceneggiatura di Giorgio Castriota ed Emmanuele Rossi, le riprese di Tonio Carnevale e le musiche dei Labobros.
Girata e interpretata a Corigliano-Rossano, con il coinvolgimento diretto di circa 70 persone del territorio, la serie è anche una dichiarazione d’amore ruvida e imperfetta verso un’idea di cinema “di prossimità”: talento che non chiede il permesso, storie che nascono dietro l’angolo, estetiche ribelli che flirtano con lo splatter, il grottesco, il politicamente scorretto.
“La fine del rompecabezas” non promette consolazione. Promette coerenza. E forse, come ogni finale che si rispetti, lascia aperta una ferita: quella tra ciò che pensavamo di aver visto e ciò che, solo ora, siamo pronti ad accettare.
Il puzzle si chiude. Ma l’immagine che ne verrà fuori potrebbe non piacere a tutti. Ed è proprio questo il suo valore.