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“Il Coraggio della Vergogna”: a dieci anni dalla presentazione del libro di Carlo Di Noia

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CORIGLIANO-ROSSANO - Gli Anniversari vanno ricordati. Ed è così per il 25 giugno del 2012, giorno della presentazione del mio libro “Il Coraggio della Vergogna”, di cui oggi ricorrono dieci anni esatti. Il libro raccoglie miei scritti, articoli, interventi da consigliere comunale di Corigliano Calabro, nel periodo più difficile della storia repubblicana delle Istituzioni democratiche della nostra città. Lo ricordo bene quel pomeriggio del giugno del 2012, afoso come oggi, nella sala convegni del Centro di Eccellenza di Corigliano, affollata da parenti, amici, politici, amministratori, imprenditori, professionisti, cittadini, curiosi. È quanto racconta in un comunicato stampa, Carlo Di Noia, già consigliere comunale della città di Corigliano Calabro.  A presentare il libro, il senatore Marco Follini (già Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Segretario Nazionale dei Giovani della Democrazia Cristiana e Segretario Nazionale dell’Udc), il Professore Giuseppe Trebisacce (Docente dell’Università della Calabria e Presidente della Fondazione “Antonio Guarasci”), il Preside Franco Pistoia (già Senatore della Repubblica e Sindaco della Città di Corigliano Calabro). Ricordo il clima di incertezza che aleggiava nella sala, con il Comune di Corigliano Calabro amministrato dalla triade dei Commissari inviati dal Ministero dell’Interno, in seguito allo Scioglimento del Consiglio Comunale, per infiltrazioni della criminalità organizzata, con Decreto del Presidente della Repubblica Italiana del 9 giugno 2011. Un lutto civile per la Città. Una data che pesa ancora come un macigno sulla memoria dei cittadini di Corigliano. Una decisione, quella del Presidente della Repubblica, confermata prima dalla Sentenza del TAR del Lazio e poi dal Consiglio di Stato, Organo di rilievo Costituzionale dell’Ordinamento Italiano, nonché Organo apicale della Giustizia Amministrativa, in sede giurisdizionale, con Sentenza definitiva del 16 novembre 2012, depositata in data 28 maggio 2013 – N. 02895/2013 REG.PROV.COLL. – N. 06210/2012 REG.RIC. Gli anniversari andrebbero anche festeggiati. Ma c’è assai poco da festeggiare oggi, considerati i fatti di allora e la costante condizione di degrado, che ancora constatiamo, del nostro territorio comunale. La verità è che la Città di Corigliano Calabro non ha mai elaborato il suo lutto. Non lo ha mai voluto fare. Non vi è mai stata una presa di coscienza della gravità di quanto accaduto, quasi si volesse far finta che non fosse mai accaduto, o che quanto accaduto non avesse alcuna importanza. Nessuno ha avuto il coraggio di vergognarsi. Corigliano Calabro ha continuato la sua corsa leggera e irrazionale, ad inseguire candidature e competizioni elettorali. La Fusione con la vicina Rossano è stata, poi, vista dalla maggioranza dei Coriglianesi come la panacea di tutti i mali e la Città si è presentata a questo appuntamento cruciale in modo superficiale e azzardato, senza un’adeguata preparazione e senza una chiara visione del percorso da tracciare. Il risultato, politico ed amministrativo, fallimentare, è oggi sotto gli occhi di tutti. Leggendo il mio libro, a distanza di dieci anni, si può constatare, purtroppo, la sua drammatica attualità: tutti i problemi di Corigliano, da me allora evidenziati, restano tuttora irrisolti, per molti aspetti peggiorati: criminalità, sicurezza, ambiente, rifiuti, urbanistica, macchina comunale, centro storico, turismo, per citarne alcuni.  Il decennio che ci siamo lasciati alle spalle ha visto l’affermazione del Populismo, strutturato in varie forme. Anche nel nostro territorio, questo modo rozzo di fare politica ha trionfato, eleggendo, tra gli altri, il Primo Sindaco della Città Unica, un movimentista/populista, sostenuto da una coalizione variegata, con esponenti della borghesia agraria, settori dell’imprenditoria, professionisti, pezzi della sinistra e del mondo moderato, forze di matrice pentastellata. Tutti entusiasti e fiduciosi di controllare, una volta eletto, il giovanotto urlatore e accusatore. Tutti sappiamo, invece, come è andata a finire. Il giovanotto, diventato Primo Cittadino, si è rilevato un abile trasformista e un freddo calcolatore, fagocitando a suo vantaggio i diversi gruppi a suo sostegno, e condizionando anche l’elezione del Segretario cittadino del primo Partito del Centro sinistra, garantendosi, così, pur avendo perso alcuni pezzi, la sopravvivenza della sua maggioranza. Tutto ciò, navigando a vista, sulla scorta di dinamiche occasionali, senza una visione politica e programmatica. E proprio la mancanza di Politica e di Programmazione, a tutti i livelli, è la criticità che preoccupa maggiormente, in un Comune retto da una maggioranza confusionaria, con un’opposizione che non riesce ad essere incisiva e con il permanere di un populismo, che si infiltra pericolosamente anche nei Partiti. Bisognerebbe evitare di rincorrere il Sindaco e la sua maggioranza nella gara a chi la spara più grossa o a chi fa la promessa più appetibile. Una nuova Città, la nostra, che, a distanza di oltre quattro anni dalla sua fondazione, è ancora priva della sua Carta Costitutiva, lo Statuto, Atto Normativo fondamentale del Comune, che ne rappresenta il potere di auto-organizzazione, come disciplinato dal D. Lgs. 267/200 - T.U.E.L. – Testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali e come indicato anche nella Legge Regionale n. 2/2018 di Istituzione del Comune di Corigliano-Rossano, che, all’articolo 6 – comma 1, prescrive che “gli Organi del Comune di Corigliano-Rossano, entro sei mesi dalla loro elezione, approvano lo Statuto Comunale.”. Viviamo in una Città fuori legge, insomma. Occorre, quindi, fermarsi e riflettere. Per ritrovare la smarrita autorevolezza ed avviare un confronto serio con la società civile e i cittadini. Per fare ciò, c’è assoluto bisogno di una piena condivisione da parte di associazioni e corpi intermedi. Un appello, in tal senso, va fatto a tutti i cittadini liberi, competenti e illuminati presenti sul territorio, per lavorare assieme sulle rovine di Corigliano e Rossano e gettare le fondamenta etiche e morali della nuova Città, con un sistema di regole certe che possano garantire la trasparenza della macchina comunale e pari opportunità ai cittadini. Sui Partiti Politici occorre fare una riflessione approfondita: ora più che mai, sarebbe importante che i Partiti si riapproprino del loro ruolo di luogo privilegiato di confronto democratico, non limitandosi ad essere strumento di raccolta elettorale, per garantire candidature ed elezioni.  A tale proposito, è auspicabile che i Partiti della Terza Città della Calabria avviino al più presto la Stagione dei Congressi, che, per i Cittadini di Corigliano-Rossano, potrà essere un’importante occasione di dibattito. E’ La Politica, infatti, che deve riappropriarsi dei suoi spazi, promuovendo un ragionamento serio sul futuro della Città. Una Politica coraggiosa, che superi la stagione dei fragili cartelli elettorali, promuovendo la costruzione di un vero progetto per il territorio. Penso che le prossime Elezioni Amministrative potranno essere il banco di prova per la sopravvivenza stessa della Città. Moltissimi, infatti, sono i cittadini che hanno sostenuto e votato per la fusione, ma che oggi, delusi dai pessimi risultati conseguenti all’istituzione di Corigliano-Rossano, valutano addirittura l’opportunità di un ritorno all’autonomia delle due Città. Per questi motivi, è urgente avviare un percorso politico e programmatico, finalizzato non alla ricerca del Candidato a Sindaco, ma, prima di tutto, alla costruzione di una solida coalizione, idonea ad assicurare il Governo della Città. Solo così si potrà uscire dalla grave crisi sociale, culturale e democratica, che attanaglia il nostro territorio. Altrimenti, Corigliano-Rossano non avrà futuro. E di questo, stavolta, dovremo tutti vergognarci.

(Fonte comunicato stampa)

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia