Omicidio Bifano, il marito nega davanti al legale: «Amavo Carmela, non le ho mai fatto violenza»
Pietro Scintu, 76 anni, è detenuto in attesa della decisione sulla convalida del fermo disposto dalla Procura di Castrovillari. La sua versione dovrà essere confrontata con gli elementi raccolti dagli investigatori
CORIGLAINO-ROSSANO - Proseguono le indagini sull’omicidio di Carmela Bifano. Pietro Scintu, 76 anni, residente nel quartiere di Schiavonea, è stato sottoposto a fermo dalla pubblico ministero Anastasia Angrisani con l’accusa di aver ucciso la moglie Carmela Bifano. L’uomo nega ogni responsabilità.
Secondo quanto riferito da persone del quartiere, prima dell’accaduto Scintu non aveva precedenti ed era considerato una persona tranquilla. Era sposato con Bifano da 35 anni e la coppia aveva un figlio.
Scintu si trova in carcere da mercoledì mattina, in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Nel corso di un incontro con il proprio legale, l’avvocato Leonardo Graziadio, ha ribadito la sua estraneità ai fatti.
Nelle sue dichiarazioni il 76enne - come riportato stamani da Gazzetta del Sud - ha affermato di non aver mai usato violenza contro la moglie e ha dichiarato: «Amavo Carmela».
Secondo il racconto dell’uomo, Bifano si occupava principalmente della gestione economica e delle attività della famiglia: amministrava gli immobili concessi in locazione, manteneva i rapporti con gli operai impiegati nel fondo di Torre Voluta e con le aziende che acquistavano la frutta prodotta.
La coppia aveva inoltre avviato da anni un contenzioso con un’azienda attiva nel commercio di agrumi nella Sibaritide, relativo a un presunto mancato pagamento di circa 40 mila euro.
Scintu ha sostenuto di dipendere dalla moglie anche per alcune spese personali, come le ricariche telefoniche. Questi elementi fanno parte della versione fornita dall’indagato, che dovrà essere valutata dagli inquirenti nel corso delle indagini.