Caso Bifano, domani il giorno della verità: il marito davanti al GIP
Alle 10 l’udienza al Tribunale di Castrovillari per Pietro Scintu, fermato dalla Procura per la morte della moglie. Il 76enne continua a negare ogni responsabilità. Intanto resta decisiva l’autopsia sulla 73enne
CORIGLIANO-ROSSANO – È fissata per domani, sabato 22 agosto, alle ore 10, davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, l’udienza di convalida del fermo di Pietro Scintu, 76 anni, marito di Carmela Bifano, la pensionata di 73 anni trovata senza vita martedì scorso nel terreno di sua proprietà in contrada Torre Voluta, nell’area di Villaggio Frassa.
È il prossimo passaggio giudiziario di un’inchiesta che, nel giro di poche ore, è passata dal ritrovamento di una donna morta in circostanze tutte da chiarire a un fermo di indiziato di delitto disposto dalla Procura di Castrovillari nei confronti del marito.
Domani il GIP sarà chiamato innanzitutto a valutare la legittimità del fermo e quindi a pronunciarsi sull’eventuale misura cautelare. Non si tratta naturalmente di un giudizio sulla responsabilità dell’indagato, che resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Dal ritrovamento a Torre Voluta al sospetto di una morte violenta
La vicenda comincia nel pomeriggio di martedì 18 agosto. Carmela Bifano viene trovata priva di vita nel fondo agricolo di famiglia. Le prime informazioni parlano immediatamente di diverse lesioni alla testa, abbastanza gravi da spingere gli investigatori a non escludere fin dalle prime ore l’ipotesi di una morte violenta.
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Sul terreno intervengono la Polizia di Stato e la Scientifica, mentre l’indagine viene coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, guidata dal Procuratore Capo Alessandro D'Alessio. Con il passare delle ore l’ipotesi dell’omicidio assume sempre maggiore consistenza, senza che in quella fase vi siano ancora elementi sufficienti per attribuire responsabilità.
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Le ferite alla testa, l’orecchio e le pietre nel terreno
La salma viene trasferita nell’obitorio dell’ospedale di Rossano e posta sotto sequestro a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli accertamenti si concentrano sulle gravi lesioni al volto e al cranio e su una ferita particolarmente importante a un orecchio.
Nel fondo vengono inoltre individuate alcune pietre sulle quali si concentrano gli accertamenti della Polizia scientifica. Che una di quelle pietre sia stata effettivamente utilizzata per colpire Carmela Bifano resta però un’ipotesi investigativa: sarà soprattutto l’autopsia a dover stabilire natura delle lesioni, cause della morte e compatibilità con gli eventuali reperti sequestrati.
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Il lungo interrogatorio e il fermo del marito
Già nelle ore successive al ritrovamento l’attenzione degli investigatori si concentra sulla ricostruzione fornita dal marito.
Scintu viene accompagnato negli uffici del Commissariato di Corigliano-Rossano e ascoltato a lungo. L’interrogatorio prosegue durante la notte alla presenza del magistrato. Secondo quanto appreso da L’Eco dello Jonio, nel racconto dell’uomo sarebbero emerse diverse contraddizioni, alle quali si sarebbero aggiunti altri elementi investigativi ritenuti rilevanti.
È al termine di questi accertamenti che il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Anastasia Angrisani, dispone il fermo di indiziato di delitto. Da mercoledì Scintu si trova in carcere in attesa proprio della verifica del GIP.
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Scintu nega: «Amavo Carmela»
Nelle ultime ore è arrivata anche la posizione dell’indagato. Durante l’incontro con il suo difensore d'ufficio, l’avvocato Leonardo Graziadio, Scintu ha ribadito di essere estraneo alla morte della moglie. «Amavo Carmela», avrebbe detto, sostenendo inoltre di non avere mai esercitato violenza nei suoi confronti.
I due erano sposati da 35 anni e hanno un figlio. Secondo la versione fornita dall’uomo, Carmela gestiva buona parte degli affari economici familiari, dagli immobili ai rapporti con gli operai del fondo e con le aziende che acquistavano la produzione agricola. Anche questi elementi fanno però parte della ricostruzione difensiva e dovranno essere verificati nel prosieguo dell’inchiesta.
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Domani il primo passaggio davanti al giudice
Adesso il fascicolo arriva davanti al GIP. L’udienza delle 10 di domani mattina rappresenterà il primo vero vaglio giudiziario sul provvedimento adottato dalla Procura. Il giudice dovrà decidere sulla convalida e sulla posizione cautelare di Scintu, mentre sul piano investigativo resta ancora aperta una partita fondamentale: l’esame autoptico sul corpo di Carmela Bifano.
Sono due binari distinti. Da un lato gli indizi raccolti dalla Polizia e le contraddizioni che, secondo l’accusa, hanno portato al fermo. Dall’altro gli accertamenti medico-legali, che dovranno restituire elementi oggettivi su come e quando la donna sia morta e che cosa abbia prodotto quelle gravissime lesioni.
Domani mattina, dunque, non verrà scritta la parola fine sul caso di Torre Voluta.
Ma si deciderà se il fermo disposto dalla Procura regge al primo esame del giudice e se Pietro Scintu dovrà rimanere sottoposto a una misura cautelare mentre l’inchiesta prosegue.