Pollino, quinto giorno di fuoco: fiamme ancora verso Frascineto, un solo Canadair su due fronti
Roghi ancora attivi tra Morano, Castrovillari e Frascineto. Un elicottero sta operando nell’area del santuario della Madonna di Lassù. Intanto si apre un nuovo fronte in Sila, tra Longobucco, Acri e Spezzano
CASTROVILLARI - È il quinto giorno di fiamme sul Pollino. Cinque giorni di roghi, fumo, paura e lavoro senza sosta per squadre a terra, volontari, Vigili del Fuoco, Calabria Verde e mezzi aerei impegnati a contenere un incendio che continua a camminare tra Morano Calabro, Castrovillari e Frascineto.
Il fronte più delicato, in queste ore, resta quello che avanza verso Frascineto. Il fuoco, dopo aver interessato nei giorni scorsi l’area tra Morano e Castrovillari, essere arrivato in quota verso la zona della Manfriana-Dolcedorme e aver lambito in serata anche punti sensibili lungo l’A2, continua a muoversi su un territorio vasto, difficile e segnato da vegetazione secca.
Nelle ore più critiche è stata messa in salvo per un soffio anche la stazione di servizio di Frascineto lungo l’Autostrada del Mediterraneo, minacciata dalle fiamme arrivate pericolosamente vicino all’area. Un intervento provvidenziale ha evitato che il rogo raggiungesse strutture e impianti, in una zona nevralgica per la viabilità.
Al momento sul Pollino sta operando un Canadair insieme a un elicottero, quest’ultimo impegnato in particolare nei pressi di Frascineto per proteggere l’area del santuario della Madonna di Lassù. Ma la criticità principale riguarda proprio la disponibilità dei mezzi aerei: un solo Canadair sta facendo la spola su due roghi distinti, quello di Morano e quello di Castrovillari-Frascineto.
Una situazione che rende ancora più complicata la risposta all’emergenza. Il fronte è ampio, le fiamme si muovono su più direttrici e il supporto dall’alto appare insufficiente rispetto alla vastità dell’incendio. Servirebbe un rafforzamento immediato dei mezzi aerei, perché ogni ora persa consente al fuoco di risalire, allargarsi e minacciare nuove aree.
Il bilancio ambientale è già pesantissimo. In cinque giorni il fuoco ha aggredito versanti, boschi, pascoli e zone interne del Parco nazionale del Pollino, mettendo sotto pressione comunità, infrastrutture e aree di pregio naturalistico. Morano, Castrovillari e Frascineto vivono ore di apprensione, mentre il cielo resta segnato da fumo e cenere.
Ma l’emergenza incendi non riguarda più soltanto il Pollino. Questa mattina un altro fronte di fuoco si è aperto in Sila, tra i comuni di Longobucco, Acri e Spezzano della Sila, nell’area compresa tra Cava di Melis e Casa la Mattina.
Anche qui sono intervenuti mezzi di terra e un Canadair, chiamato a contenere un rogo che interessa una zona montana delicata e complessa. L’apertura di un nuovo fronte in Sila aggrava ulteriormente il quadro regionale, già messo a dura prova dall’incendio del Pollino.
La Calabria del nord-est si ritrova così stretta tra due emergenze ambientali: da una parte il Pollino che brucia da cinque giorni, dall’altra la Sila che torna a essere minacciata dalle fiamme. Due aree interne, due patrimoni naturali fondamentali, due territori in cui la tempestività degli interventi può fare la differenza tra un incendio contenuto e un disastro irreversibile.
In queste ore la priorità resta difendere Frascineto, proteggere il santuario della Madonna di Lassù, contenere i fronti attivi tra Morano e Castrovillari e impedire che il nuovo rogo silano possa estendersi.
Ma il dato politico e operativo è ormai evidente: davanti a incendi di questa estensione, con fronti multipli e territori impervi, servono più mezzi aerei. Un solo Canadair chiamato a dividersi tra più emergenze non basta.