Sequestrati droga e cellulare nel carcere di Co-Ro: agente colpito al volto durante l’operazione
Rinvenuti hashish, un micro telefono e un’arma rudimentale. Prognosi di cinque giorni per l’agente agente ferito. Il Sappe torna a chiedere interventi strutturali «per fronteggiare l'emergenza»
CORIGLIANO- ROSSANO – Nuovo episodio di tensione all’interno del carcere di Corigliano-Rossano. Nella mattinata di ieri, nel corso di un’attenta operazione di polizia penitenziaria, sono stati sequestrati un micro telefono cellulare, circa 20 grammi di hashish e un coltello rudimentale in possesso di un detenuto. Durante il tentativo di sottrarre il telefono cellulare, un agente della polizia penitenziaria è stato colpito al volto dal detenuto, riportando ferite che hanno reso necessario il ricorso alle cure mediche. La prognosi per l’agente è di cinque giorni.
Sull’episodio intervengono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che lanciano l’ennesimo allarme sulla sicurezza negli istituti di pena. «Ormai non c’è più alcun freno – affermano – all’ingresso in carcere di oggetti e sostanze vietate dalle leggi e dai regolamenti». Secondo i rappresentanti sindacali, la presenza di telefoni cellulari e droga all’interno delle strutture detentive rappresenta una grave criticità, sia per la sicurezza del personale che per l’ordine interno.
Per contrastare l’uso illecito dei telefoni cellulari, il Sappe torna a chiedere interventi strutturali: «Sarebbe opportuno schermare gli istituti – spiegano Durante e Ciccone – per impedire l’utilizzo dei dispositivi che riescono a entrare illegalmente in carcere».
Altro tema centrale è quello della tossicodipendenza tra i detenuti. «Per i tanti tossicodipendenti presenti nelle carceri – aggiungono – servirebbero iniziative concrete finalizzate al loro recupero, attraverso l’affidamento alle comunità terapeutiche».
Ad oggi, denunciano i sindacalisti, «non si vedono iniziative adeguate volte a fronteggiare tali emergenze», mentre il personale di polizia penitenziaria continua a operare in condizioni sempre più difficili e rischiose.