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Corigliano-Rossano, i commercianti ora alzano l'asticella: «Qui è a rischio la convivenza civile»

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CORIGLIANO-ROSSANO - Da mesi, ormai, Corigliano-Rossano vive dentro un vortice inquietante di episodi violenti che sembra non conoscere tregua. Un’escalation che attraversa entrambe le aree urbane, di Corigliano e Rossano, ma che nelle ultime settimane sta mostrando una recrudescenza preoccupante nel borgo marinaro di Schiavonea, tornato drammaticamente al centro della cronaca.

L’ultimo episodio, solo in ordine di tempo, è l’aggressione subita da un commerciante, seguita, appena due sere fa, da quella ai danni di una coppia, sotto minaccia di un gruppo di stranieri che avevano occupato la loro abitazione. Fatti che non arrivano isolati, ma che si innestano in una sequenza ormai troppo lunga di intimidazioni, risse, violenze e microcriminalità diffusa che stanno modificando il volto quotidiano della città.

A rompere il silenzio ora è l’Associazione dei Commercianti del territorio di Corigliano, che in una presa di posizione netta parla apertamente di una situazione che «continua a danneggiare e preoccupare i commercianti e i cittadini». «Anche tra i commercianti - scrivono - sale la preoccupazione per l’escalation di violenza che negli ultimi tempi si sta registrando in città», denunciano senza giri di parole.

«Qui si rischia di oltrepassare il limite della convivenza civile»

Il quadro tracciato dall’Associazione è quello di una città che si avvicina pericolosamente a una soglia critica. «Sul fronte della mancanza di sicurezza, qui a Corigliano-Rossano si è vicini a oltrepassare quel limite che dovrebbe garantire una sana e diffusa convivenza civile», avvertono.

Parole che pesano come macigni, soprattutto se calate dentro un territorio che negli ultimi anni ha tentato con forza di rilanciarsi come città turistica, commerciale e culturale. Una narrazione che oggi rischia di essere smentita da una percezione crescente di insicurezza.

Non è un allarme nuovo, ricordano i commercianti: «La cronaca nera più recente non fa che confermare la gravità di una situazione che avevamo già segnalato lo scorso mese di agosto, quando avevamo denunciato episodi di violenza che avevano finito con il turbare la serenità in città».

«Apprezziamo le forze dell’ordine, ma non basta»

Nel comunicato non manca il riconoscimento al lavoro delle forze dell’ordine, ma accompagnato da una consapevolezza amara: la risposta repressiva, da sola, non riesce a contenere un fenomeno che appare strutturale. «Abbiamo apprezzato la volontà di dare risposte alla cittadinanza da parte delle Forze dell’Ordine, a cui va il nostro plauso per l’intenso e competente lavoro quotidiano di controllo del territorio, ma purtroppo la realtà è che questi episodi continuano».

Da qui una richiesta chiara: «È necessario che le istituzioni organizzino dei presidi fissi delle forze dell’ordine, in collaborazione con la polizia municipale e altre associazioni».

Una proposta che punta a rendere visibile, costante e non emergenziale la presenza dello Stato nei luoghi più esposti, a partire proprio da Schiavonea.

L’appello al sindaco Stasi: «Serve un tavolo operativo»

I commercianti non si limitano alla denuncia, ma rilanciano una proposta politica e istituzionale precisa, rivolta direttamente al sindaco Flavio Stasi. «Ci permettiamo, sempre in punta di piedi e in maniera propositiva, di proporre al signor sindaco di poter organizzare un incontro operativo al quale invitare i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, delle istituzioni provinciali e regionali, della Chiesa, delle associazioni di categoria, dei partiti e dei movimenti politici».

Un vero e proprio tavolo cittadino sulla sicurezza, per «prendere coscienza attorno a questa delicata problematica» e «verificare se si possono mettere in campo iniziative valide ed opportune».

«Qui è in gioco il diritto stesso al lavoro»

Il passaggio più forte è quello che lega sicurezza e dignità economica: «Tutto ciò non solo è opportuno, ma soprattutto urgente perché qui è in gioco il diritto stesso al lavoro da parte di aziende, attività imprenditoriali e commerciali».

Una città percepita come insicura è una città che perde clienti, investimenti, turismo, futuro. Ma il tema non riguarda solo l’economia. «Al tempo stesso si deve fare di tutto per garantire la sicurezza ai cittadini, i quali devono tornare a vivere una quotidianità fatta di relazioni, incontri e socializzazione».

Schiavonea, simbolo di una ferita aperta

Il borgo marinaro, per storia e vocazione, è da sempre uno dei luoghi più vivi della città. Oggi però rischia di diventare il simbolo di una ferita aperta, dove l’insicurezza non è più percezione ma esperienza diretta.

Le aggressioni delle ultime settimane, l’episodio del commerciante colpito mentre lavorava, quello degli anziani presi di mira senza alcuna difesa, raccontano di una fragilità che non può più essere archiviata come emergenza episodica.

Corigliano-Rossano è chiamata ora a una scelta: subire questa deriva o trasformare l’allarme in una svolta vera sulla sicurezza urbana. L’appello dei commercianti segna un punto di non ritorno nel dibattito cittadino. Ignorarlo significherebbe normalizzare ciò che normale non è più.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.