“La luce della speranza non si spegne”: Terranova da Sibari in marcia per dire no alla violenza sulle donne
L'iniziativa promossa dal Comune dopo i drammatici fatti dei giorni scorsi. Una marcia silenziosa per sostenere la giovane coinvolta e ribadire il no a ogni forma di violenza sulle donne
TERRANOVA DA SIBARI – Una comunità che sceglie di unirsi non nel dolore di una tragedia consumata, ma nella speranza e nella gratitudine per una vita salvata. Con questo spirito il Comune di Terranova da Sibari ha promosso la “Fiaccolata per la Vita”, in programma lunedì 8 giugno alle ore 21.
L’iniziativa, accompagnata dal messaggio “La luce della speranza non si spegne”, nasce all’indomani dei drammatici eventi che hanno profondamente scosso la cittadinanza e che, secondo quanto evidenziato dall’Amministrazione comunale, avrebbero potuto trasformarsi in una tragedia.
«Nella notte tra lunedì e martedì abbiamo rischiato di piangere una tragedia. Oggi, grazie al coraggio straordinario di un giovane cittadino e alla forza d’animo di una ragazza che combatte per guarire, la nostra comunità si stringe unita», si legge nel manifesto diffuso dal Comune.
La fiaccolata rappresenterà un momento di raccoglimento e partecipazione collettiva, ma anche un forte messaggio sociale. L’obiettivo è infatti quello di riaffermare con determinazione il rifiuto di ogni forma di violenza contro le donne e promuovere una cultura fondata sul rispetto, sulla tutela della persona e sulla solidarietà.
Il corteo partirà da Piazza Castello e raggiungerà il Piazzale di Sant’Antonio, dove è previsto il momento conclusivo di riflessione e i saluti istituzionali.
«Camminiamo insieme non per piangere una vita perduta, ma per celebrare e difendere una vita che si è salvata», sottolinea ancora il messaggio dell’Amministrazione, che invita cittadini, associazioni e realtà del territorio a partecipare numerosi all’iniziativa.
La manifestazione è un gesto simbolico ma al tempo stesso concreto, per testimoniare vicinanza alla giovane coinvolta nella vicenda e per ribadire, attraverso la presenza e la partecipazione della comunità, un “no” fermo e solenne a ogni forma di violenza sulle donne.