Crescere senza luoghi: a Corigliano-Rossano c'è un'assenza grave che pesa sui giovani
Nessuno spazio pubblico per l’educazione extrascolastica, mentre aumentano fragilità e disuguaglianze. Rispetto a 20 anni fa la grande città ha fatto un salto mortale all'indietro. È un peccato di visione non di carenza di fondi
CORIGLIANO-ROSSANO – Non è un allarme improvviso, né una denuncia isolata. A Corigliano-Rossano manca da tempo una rete di spazi pubblici dedicati alla crescita e all’educazione extrascolastica dei giovani. Una carenza strutturale che incide sulla quotidianità di adolescenti e famiglie e che continua a restare senza risposte concrete.
In passato, nelle due città prima della fusione, esistevano esperienze sostenute direttamente dagli estinti Comuni. A Rossano, su tutti, la ludoteca Il Sasso nello Stagno nel centro storico offriva ogni giorno un’alternativa alla strada, accessibile a tutti. A Corigliano, nel Quadrato Compagna di Schiavonea, invece, associazioni supportate dall’ente pubblico garantivano attività pomeridiane a costi popolari, dal doposcuola alla musica. Presìdi educativi che hanno funzionato finché sono rimasti parte di una visione condivisa.
Con il tempo, però, quelle esperienze si sono esaurite senza essere strutturate. Oggi l’offerta extrascolastica è affidata quasi esclusivamente al privato: palestre, scuole di danza e musica, laboratori artistici. Un sistema che, pur ricco, non è accessibile a tutti in un territorio dove molte famiglie faticano a sostenere spese aggiuntive.
A colmare parzialmente il vuoto restano realtà del volontariato e del mondo ecclesiale – oratori, Azione Cattolica, Scout – che continuano a offrire spazi di aggregazione e percorsi educativi. Un impegno prezioso che, tuttavia, non può sostituire una programmazione pubblica stabile.
Nel frattempo, l’assenza di luoghi organizzati produce effetti visibili: forme di aggregazione spontanea in spazi non pensati per accogliere i giovani, spesso poco presidiati, e una crescente esposizione a fenomeni di disagio giovanile, dal bullismo all’uso di sostanze stupefacenti, fino a comportamenti a rischio legati all’uso distorto dei social.
Sul piano delle opportunità, però, il quadro è diverso. La normativa nazionale riconosce ai Comuni nati da fusione margini organizzativi e incentivi che consentono di rafforzare i servizi e programmare nel tempo, anche attraverso il ricambio del personale. Strumenti che, se orientati al sociale e all’educazione, potrebbero tradursi in investimenti su figure chiave come educatori, animatori e mediatori.
Esistono anche strutture pubbliche che potrebbero essere valorizzate. La Cittadella dei Ragazzi, inaugurata con l’obiettivo proprio di diventare uno spazio equo e accessibile, è un esempio emblematico. Anche perché oggi è un luogo utilizzato per incontri e iniziative, ma non svolge nessuna funzione educativa continuativa rivolta ai giovani.
Resta poi aperto il tema dell’inclusione. La mancanza di spazi condivisi contribuisce a mantenere separati mondi che potrebbero e dovrebbero dialogare: da un lato i giovani senza luoghi di riferimento, dall’altro i percorsi dedicati alle persone con disabilità. Una città che guarda al futuro dovrebbe interrogarsi su come favorire l’incontro, la partecipazione e la costruzione di comunità.
La questione, quindi, non riguarda singoli progetti o strutture, ma una scelta di priorità. Dotare la città di spazi pubblici per la crescita extrascolastica significa investire in prevenzione, coesione sociale e pari opportunità. Un tema che continua a interrogare Corigliano-Rossano e che difficilmente potrà restare ancora a lungo ai margini del dibattito.
Sulla facciata della Cittadella dei Ragazzi, c'è un bellissimo murale che parla di protagonismo dei giovani, di vivacità, di inclusione e multiculturalità. Di gioia. Ora, c'è da chiedersi - seriamente: oltre al murale cosa c'è?