Aviosuperficie di Sibari: autorizzata per il soccorso, poi sparita nel nulla
Mentre in Calabria esplode la polemica sul trasferimento dei Canadair da Lamezia e Crotone, a Sibari un’aviosuperficie per emergenze e protezione civile era stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale. Poi il silenzio
CASSANO JONIO - Mentre in Calabria infuria la polemica sul ridimensionamento e sul trasferimento della flotta Canadair per la protezione civile da Lamezia Terme A Crotone, c’è una vicenda rimasta sotto traccia che oggi appare ancora più paradossale.
A Sibari, nel territorio del Comune di Cassano Jonio, un privato, nei mesi scorsi, aveva chiesto – e ottenuto – il via libera istituzionale per la realizzazione di un’aviosuperficie con funzioni esplicitamente dedicate anche al soccorso aereo, all’antincendio e alla protezione civile. Un’infrastruttura che, almeno sulla carta, avrebbe potuto rafforzare la capacità di risposta del territorio nelle emergenze oltre, ovviamente, a dotare la piana di una pista asfaltata e utile anche per la piccola aviazione commerciale.
Era il 9 dicembre 2024 quando il Consiglio comunale approvava all’unanimità la delibera n.45, dichiarando l’opera di pubblico interesse, adottando il progetto e delegando il Sindaco alla stipula di un Accordo di Programma con la Regione Calabria. Un atto pieno, strutturato, che prevedeva variante urbanistica, dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e perfino l’avvio delle procedure espropriative necessarie.
Un sì politico chiaro, ma senza seguito
Eppure, da quel momento in poi, sull’upgraden dell'aviosuperficie di Sibari è calato il silenzio. La conferenza dei servizi pare fosse stata convocata (dall'allora sindaco Papasso e poi finita nel nulla), nessuna notizia sull’Accordo di Programma con la Regione, nessun atto successivo portato all’attenzione del Consiglio comunale o della cittadinanza.
Il procedimento, formalmente avviato e incardinato con precisione nella stessa delibera, insomma, sembra essersi perso nelle pastoie della burocrazia, fino a scomparire dal radar amministrativo. Un destino che stride con l’urgenza e la strategicità che lo stesso Consiglio comunale aveva riconosciuto all’opera.
Il progetto – promosso dalla Sibari Fly Srl che gestisce l'attuale aviosuperficie con pista in terra – non era presentato come un’iniziativa marginale o esclusivamente privata. Al contrario, la delibera richiamava esplicitamente l’interesse pubblico e la funzione di supporto alle attività di emergenza, antincendio e protezione civile.
Oggi, mentre si discute animatamente della redistribuzione dei mezzi aerei regionali e della loro distanza dai territori più esposti al rischio incendi, la vicenda di Sibari riporta al centro la questione della marginalità della Calabria del nord-est. Perché persino una pista (non un aeroporto) genera così tanto spavento? Eppure parliamo di un’infrastruttura già autorizzata, pensata anche per il soccorso, è rimasta bloccata senza alcuna spiegazione.
Un caso emblematico
Il “mistero” dell’aviosuperficie di Sibari diventa così l’emblema di una Calabria nord orientale dove le decisioni politiche vengono assunte, messe nero su bianco e poi lasciate evaporare nei corridoi amministrativi, senza che nessuno chiarisca se il progetto sia ancora in piedi, sospeso o definitivamente accantonato.
Un’opera dichiarata di pubblico interesse che, ad oggi, resta solo un atto negli archivi. Con una domanda che rimane sempre la stessa e che cambia solo nel soggetto penalizzato: chi e cosa ha fermato l'iter per la realizzazione di un’aviosuperficie del soccorso a Sibari? - Bella domanda!