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Sibari-Roseto: ecco i numeri del più grande cantiere d’Italia. Chi ben inizia… è già oltre metà dell’opera

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CORIGLIANO-ROSSANO – Prende forma la Sibari-Roseto, l’ultimo tratto del corridoio autostradale, che alla fine connetterà in tempi e modalità europee l’Adriatico al Tirreno via Jonio è già al 60% della progressione lavori. Eppure, appena 5 anni fa, c’era chi, nel protestare per l’impatto mostruoso che questa strada avrebbe rappresentato per il territorio, sosteneva (e forse sperava) che il Terzo Megalotto della Statale 106, quello che avrebbe connesso l’Autostrada A2 al nuovo tratto ammodernato della Jonica in direzione Puglia, sarebbe rimasta un’eterna incompiuta. Le circostanze e, probabilmente, anche una nuova consapevolezza accompagnata da una nuova visione delle cose, in un mondo che non può più voltare la faccia difronte ad un’Italia a due velocità, hanno cambiato questo paradigma. La Sibari-Roseto sarà realtà e, insieme alla Sibari-Corigliano-Rossano (i cui lavori dovrebbero partire nel 2025) rivoluzionerà il concetto di mobilità nella Calabria del nord-est.

Intanto ieri è stato aperto il varco della prima galleria (la Roseto 1) lungo la corsia sud di quasi 1,2 km che ora è totalmente percorribile da un capo all’altro da operai e mezzi di cantiere. Nelle prossime settimane toccherà all’altra gemella sulla corsia nord e poi, probabilmente entro il 2025, sarà la volta delle altre due grandi gallerie di Trebisacce.

 

Un'opera colossale

Siamo difronte ad un’opera ingegneristica colossale; ad oggi il più grande cantiere d’Italia. I lavori sono partiti nel maggio 2020 e a tagliare il nastro sul campo base di Villapiana, all’epoca, c’erano la ministra alle Infrastrutture Paola De Micheli e la compianta governatrice della Calabria, Jole Santelli, insieme a tutto il management di Anas e di Webuild, la multinazionale dell’ingegneria civile che sta realizzando l’opera. Da allora mai un giorno di pausa, si è andati avanti anche in periodo di pandemia per rispettare il cronoprogramma. Eppure - qui un dato che in pochi conoscono – proprio la crisi economica mondiale generata prima dall’Emergenza Covid-19 e poi dal conflitto Russia-Ucraina avrebbe potuto mettere la parola fine a quest’opera, per il lievitare esorbitante delle materie prime. Così non è stato.

 

La lungimiranza di Anas e Webuild

Il costo dell’opera, 1,3 miliardi di euro, è rimasto immutato grazie alla lungimiranza della dirigenza Anas e di Anas Calabria; del Responsabili delle nuove opere per il Sud, Silvio Canalella e del Consorzio d’imprese Sirjo guidato da Webuild SS106 jonica, diretto da Salvatore Lieto, che hanno avuto l’abilità di immagazzinare tutte le materie prime necessarie alla realizzazione dell’opera e, di fatto, di bloccare i loro costi. Ecco, senza questa operazione, quasi sicuramente la Sibari-Roseto sarebbe rimasta un sogno!

Il Megalotto 3 si configura come uno degli elementi cardine nel progetto di trasformazione del Corridoio Jonico in una infrastruttura stradale di grande comunicazione con funzione di collegamento dei litorali ionici della Calabria, della Basilicata e della Puglia, e costituisce l’anello mancante per il raggiungimento di una delle priorità nell’ambito degli interventi di competenza compartimentale e del Piano Trasporti Nazionale.

 

I numeri di una grande opera

Ma andiamo ai numeri. Il grande cantiere che si estende per 38Km dalla Piana di Sibari e arriva fino alle porte del Metapontino, è composto ad oggi da 39 sotto-cantieri che lavorano quotidianamente su più punti del tracciato (quasi uno a km). L’opera, dicevamo, è abbastanza complessa. Dopo un primo tratto quasi totalmente in pianura di circa 18,5km, tra Doria (innesto SS534 e nuovo tratto Sibari-Co-Ro) e il torrente Saraceno, la strada si “imbuca” per i restanti 20km nelle valli dell’Alto Jonio, tra Trebisacce e Roseto Capo Spulico, fino al ricongiungimento con il tratto già ammodernato.

Saranno realizzati nel totale: 14 coppie di gallerie (di cui 2 coppie naturali e 12 artificiali) per una lunghezza complessiva di 20 km nel ventre della terra; 15 coppie di viadotti per una lunghezza complessiva di 14 km con un’altezza massima delle pile di 40 metri e campate lunghe fino a 120 metri. Gli svincoli lungo il 38 km della tratta saranno 4 (Sibari, Cerchiara-Francavilla, Trebisacce, Roseto) con innesti diretti sul vecchio tracciato della Statale 106.

Un grande cantiere, insomma, che va avanti scandendo i tempi del cronoprogramma e il cui termine è previsto per agosto 2026. E questo grazie soprattutto all’opera umana e ingegneristica che ogni giorno gravita nelle aree di lavoro. La Sibari-Roseto ha creato operai specializzati e portato lavoro per circa 4mila persone di cui, più della metà, sono calabresi e residenti nel territorio del nord-est.

 

Ora la Sibari-Corigliano-Rossano: fra un anno i cantieri

Un numero, questo, che sarebbe stato ancora maggiore se la Sibaritide avesse avuto una capacità di proposta lavoro qualificata che ad oggi continua a mancare nonostante il prossimo avvio dei nuovi cantieri dell’elettrificazione della ferrovia jonica e della nuova Sibari-Corigliano-Rossano, con questa ultima opera che avrà un costo complessivo di quasi un miliardo di euro. E a proposito della bretella autostradale che sarà realizzata a servizio della terza città della Calabria, il cui progetto oggi è al vaglio del VIA in Regione Calabria, nei prossimi giorni sarà indetta la Conferenza dei Servizi definitiva al termine della quale saranno aperte le procedure di gara (si spera entro l’inizio dell’estate 2024) e quindi l’avvio dei lavori entro l’inizio del prossimo anno.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.