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Mobilità, si fa spazio la proposta di istituire il nuovo Frecciarossa Sibari-Milano via Adriatica

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CORIGLIANO-ROSSANO – Da qualche settimana si sta facendo spazio la proposta, già messa all’attenzione della deputazione parlamentare calabrese, di istituire un nuovo vettore veloce in partenza dalla stazione ferroviaria di Sibari, dove già fa capolinea la coppia di Frecciarossa Sibari-Bolzano via tirrenica. Si tratterebbe di una nuova corsa che, questa in questo attraverso il corridoio adriatico, raggiungerebbe Milano. Sarebbe la soluzione ottimale per collegare la Calabria orientale con tutte le principali città Italiane che sorgono sia sul versante occidentale che su quello orientale e fino all’estremo nord, e di farlo rimanendo nell’arco temporale delle 10 ore di viaggio.

L’idea, seppur ardita, sarebbe di facile realizzazione. In quanto non servirebbero nuovi treni o l’istituzione di nuove rotte. Occorrerebbe semplicemente prolungare la tratta della coppia di Frecciarossa TI 8807 e TI8820 Milano-Taranto e viceversa lungo quella dorsale jonica Taranto-Sibari che ad oggi è percorsa soltanto da due coppie di intercity che viaggiano tra Taranto e Reggio Calabria. Insomma, un ramo morto della mobilità ferroviaria meridionale “occupato” e sostituito da quel servizio di autolinee che nel territorio della Calabria est sembra essere ostinatamente l’unico strumento possibile per far viaggiare l’utenza di questo territorio.  

La fattibilità della nuova proposta ferroviaria sarebbe non solo supportata dal numero di pendolari che potrebbero muoversi su entrambe le tratte veloci ma anche dalla capacità stessa della linea ferroviaria. L’asse di 115 km che collega Sibari a Taranto, monobinario elettrificato, per come si evince dai documenti scaricabili dal portale di Rete Ferroviaria Italiana, è attrezzato con un Sistema controllo marcia treno (Scmt) che permette il transito di convogli fino ad una velocità massima di 150km/h. Certo, non parliamo di un corridoio Tav e nemmeno ideale per gli Etr, ma di una ferrovia che supporta comunque velocità “italo-europee” (per intenderci, dal parallelo di Salerno a scendere le tratte sono quasi tutte interamente a rango A e B).

Pertanto, basterebbe soltanto “spostare” il capolinea da Taranto a Sibari e rimodulare gli orari per quest’ultimo tratto. Una cosa che, si presume, possa concretizzarsi nei limiti del possibile e del reale. Sempre che altre forze e spinte non facciamo pressioni e ingerenze in una commistione silente, tutta calabrese, in cui il gestore della mobilità su rotaia sembrerebbe disposto a perdere utenza ad appannaggio delle compagnie che gestiscono le linee su gomma.

In realtà, il doppio Frecciarossa da Sibari potrebbe davvero rivoluzionare il trasporto pubblico della Calabria jonica garantendo collegamenti veloci e quotidiani, via terra, con Roma, Napoli, Pescara, Bari, Ancona, Rimini, Firenze, Bologna, Parma, Verona, Trento, Bolzano e Milano. Un sogno.

La politica, anche in questo caso, può fare il suo lavoro di collante tra le giuste rivendicazioni dei cittadini, le speranze e, infine, la realtà. Se le istituzioni vogliono questo ulteriore servizio potrebbe presto diventare realtà. È una questione, dicevamo, di volontà, caparbietà e lealtà nei confronti dei calabresi.  

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.