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Vigilanti “usa e getta”, scoppia la grana sul terzo megalotto… e anche negli ospedali di Co-Ro

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CORIGLIANO-ROSSANO – Turni lavorativi massacranti, spesso di 12 ore al giorno, riposo settimanale che spesso non si fa, mezzi poco idonei a svolgere il lavoro e, infine, un contratto di lavoro di 24 mesi che oggi non viene rinnovato. C’è un po’ di tutto nella vertenza dei vigilantes della Cosmopol di Avellino, una delle più grandi società di guardie giurate che opera nel meridione e che nel territorio della Sibaritide ha in appalto diversi grandi lavori: dai cantieri del terzo megalotto della Sibari-Roseto per finire alla custodia dei due ospedali di Corigliano e Rossano.

Un vero e proprio horror show quello che si starebbe consumando in queste settimane, anche con la complicità degli enti appaltatori, e che è venuto a galla solo oggi dopo una diffida presentata da Cgil e Uil.

«Siamo arrivati ai lavoratori usa e getta» questa la denuncia di Andrea Ferrone, segretario generale Filcams Cgil Pollino-Sibaritide-Tirreno, e di Luciano Campilongo, rappresentante sindacale della Uil. Che rilanciano, quindi, la vertenza che si sta consumando sul cantiere Webuild/Sirjo della costruenda nuova statale 106. In realtà, mentre nei cantieri le cose sembrano andare a gonfie vele, con gli stessi operai diretti che stanno macinando lavoro per rispettare i tempi del cronoprogramma della nuova strada, c’è chi se la passa peggio: e sono appunto, tutti quegli addetti della Cosmopol che si occupano della sicurezza del cantiere.

«L'azienda – accusano Ferrone e Campilongo - con un atteggiamento spregiudicato e condito al tempo stesso di promesse farlocche di riassunzione, ha spremuto per un paio di anni alcuni dipendenti, molti dei quali monoreddito, che con abnegazione e condotta esemplare hanno vigilato sul cantiere giorno e notte, con turni massacranti e condizioni discriminanti in quanto precari (in barba al protocollo di legalità che evidentemente per la Cosmopol non vale...) e poi ha deciso che agli stessi si potesse dare il ben servito senza pagargli neanche la 13ma mensilità nei termini previsti per legge, probabilmente come forma di "auguri" di buone feste».

Questo sistema ha, peraltro, anche il "merito" di aver lasciato scoperti alcuni turni su vari appalti che Cosmopol ha in giro per la Sibaritide che sono stati coperti «alla buona», accusano i sindacati, dalle stesse guardie ma con turni che eccedono i corretti orari di lavoro previsti da leggi e contratti nazionali di lavoro «per la mancanza di personale armato e non creatasi a seguito delle cessazioni». È il caso, ad esempio, dei due ospedali di Corigliano-Rossano dove anche nella prossima notte di Capodanno, dopo quella in “bianco” di Natale, si rischia di non aver alcun presidio di sicurezza all’interno delle due strutture e soprattutto nei pronto soccorso, aree critiche e particolarmente attenzionate.  

Quello che, però, non torna ai sindacati è il metodo di assunzione applicato dalla Cosmopol. «Ci sono state e continuano ad esserci delle nuove assunzioni – spiegano Ferrone e Campilongo - che non solo non tengono conto del diritto dei lavoratori alla prelazione ma, evidentemente, servono a pescare tra giovani da assumere a basso costo con magari anche sgravi statali per poi anche a costoro spremerli e magari lasciarli a casa tra un altro paio di annetti, e via così fino a fine lavori del più grande cantiere italiano»

A questo punto i sindacati tirano in mezzo alla vertenza anche il committente del terzo megalotto, la Webuild/Sirjo: «è a conoscenza della situazione o no? Oppure fa finta di non sapere? È distratto? Ma soprattutto, intende fare qualcosa?» Dilemmi, quelli di Cgil e Uil che sono stati formalizzati proprio dai sindacati, attraverso più pec, alla direzione della società appaltatrice. «Ad oggi, però – dichiarano Ferrone e Campilongo - permane un sospettoso quanto assordante silenzio da parte di azienda e del suo committente». «Noi certamente – concludono - non possiamo più tacere di fronte a questa imbarazzante situazione ed abbiamo deciso di richiedere la convocazione di tutte le parti in causa, davanti al Prefetto di Cosenza per affrontare il tema; ed abbiamo inteso inoltre inviare tutte le segnalazioni del caso all'ispettorato del lavoro di Cosenza».

Ma non è tutto, i lavoratori ormai disoccupati faranno sentire la propria voce nei prossimi giorni con azioni più eclatanti, «perché – chiosano i sindacati - è vergognoso che allo scoccare del 2023 ed in un contesto come quella della costruzione della nuova Ss 106 si possa assistere silenti a tali grottesche vicende».

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.