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Lamezia è lontanissima… cronaca di un viaggio tra le due calabrie

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CORIGLIANO-ROSSANO – Ieri mattina ci siamo messi in viaggio per raccontarvi qualcosa in più su trasporti, infrastrutture e turismo, con un obiettivo semplice solo in apparenza: metterci nei panni di chi, dal territorio di Corigliano-Rossano e dall’intero Alto e Basso Jonio cosentino, deve raggiungere l’aeroporto di Lamezia Terme. Lo abbiamo fatto per osservare il problema da vicino ed evidenziarne i limiti. Per misurare tempi, disagi, attese e difficoltà di un collegamento che, per migliaia di persone, rappresenta il primo vero ostacolo al viaggio.

Alle 7.30 del mattino la navetta ha lasciato Corigliano-Rossano in direzione Lamezia Terme (152 km circa). A bordo ci sono diversi passeggeri che per qualche ora condividono la stessa strada: chi rientra da una vacanza, chi parte per lavoro, chi torna a casa. È una scena ordinaria, questa, per i tanti che - dal nostro territorio - devono raggiungere l’aeroporto più vicino.

Il servizio navetta funziona, è organizzato, è puntuale. Ma non è questo il punto. Il punto è ciò che accade lungo la strada che collega questo territorio a Lamezia Terme. Il tragitto si allunga tra code, rallentamenti, strozzature viarie che trasformano il viaggio – necessario - in un piccolo percorso a ostacoli. Nel frattempo il tempo scorre e le ore di viaggio si dilatano fino a pesare sulla giornata di chi parte e di chi arriva.

L’arrivo a Lamezia è alle 10.20 circa. Quasi tre ore per raggiungere un aeroporto che, sulla carta, rappresenta la porta d’accesso principale per un’ampia fetta della Calabria. Tre ore per coprire una distanza che potrebbe essere dimezzata nei tempi, tre ore che raccontano, più di tanti dati e di tante dichiarazioni, il rapporto difficile tra un territorio vasto, orograficamente complesso e il suo accesso alla mobilità.

Se da un lato il servizio di collegamento dimostra efficienza e puntualità, dall’altro non può competere con limiti logistici di un’area vasta che continua a fare i conti con infrastrutture fragili e collegamenti complessi. Il paradosso è evidente anche quando il servizio funziona, perché il sistema intorno continua a non reggere fino in fondo.

Ed è qui che il viaggio verso l’aeroporto smette di essere cronaca e diventa il simbolo di una distanza non solo geografica. È una distanza che pesa sulle abitudini di chi si sposta per necessità, sulle famiglie che accompagnano un figlio o aspettano un rientro, sui lavoratori costretti a partire con largo anticipo, su chi deve programmare ogni trasferimento come se fosse una piccola spedizione. In un territorio che si affaccia su due fasce costiere e che da anni chiede di essere messo davvero in connessione con il resto della regione e del Paese, raggiungere l’aeroporto continua a essere un passaggio complicato.

Certo, l’adeguamento delle infrastrutture resta una priorità. Servono strade più scorrevoli, collegamenti più rapidi, e tutto ciò che già sappiamo a nostre spese. Ma il viaggio da Corigliano-Rossano a Lamezia suggerisce anche altro. Ci dice che per un’area così ampia il problema non si esaurisce nella qualità delle strade o nella frequenza dei trasporti. C’è un tema di prossimità, di accessibilità reale, di vicinanza ai grandi nodi della mobilità.  E quando un territorio deve mettere in conto quasi tre ore di viaggio per raggiungere il suo principale scalo aereo, la sensazione è che non si stia solo pagando un ritardo, ma anche l’assenza di un presidio più vicino e più coerente con i bisogni di chi qui vive.

 

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.