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Castrovillari, seminario sulla liquirizia di Calabria DOP: confronto su mercato e territorio

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CASTROVILLARI - Nella Sala Grande dell’Ipseoa di Castrovillari, nell’ambito del progetto “Sapori e Saperi del Territorio”, si è tenuto il seminario di studi dal titolo "Liquirizia di Calabria DOP: peculiarità e commercializzazione".

L'incontro si è aperto con una suggestiva lettura del “Cantico delle Creature” di San Francesco d’Assisi, un momento simbolico per richiamare l'urgenza della tutela della terra e per affermare che è possibile produrre dei buoni frutti se si ha cura e rispetto della natura.

Il docente Luigi Blotta, coordinatore dell’iniziativa, ha illustrato le qualità della liquirizia, simbolo della biodiversità locale, frutto di un territorio vocato a tale produzione e di una tradizione riconosciuta a livello internazionale. È intervenuto poi il direttore del Consorzio della Liquirizia di Calabria DOP, Antonio Massarotto, che ha portato i saluti del presidente, Benito Scazziota, sottolineando il legame millenario tra la pianta e la regione. Lo stesso ha raccontato la storia ed evidenziato le peculiarità della liquirizia di Calabria che a differenza di altre varietà non causa ipertensione, fattore che ne spiega l'altissima richiesta nei mercati europei e mondiali. Interessante il contributo del di Luigi Gallo, rappresentante dell'Arsac di Castrovillari, che ha ricordato come questa pianta appartenga alla famiglia delle leguminose.

Storicamente definita "la carne dei poveri" per l'alto valore proteico, la liquirizia è anche una preziosa alleata dell'ambiente, fungendo da concime naturale per il terreno. Il dibattito è stato arricchito da riferimenti storici e letterari, con alcune citazioni sulla liquirizia contenute nell'opera dello storico Fernand Braudel sul Mediterraneo, mare definito crocevia di culture e commerci. In seguito, ha preso la parola la prof.ssa Antonella Reitano, decana del corso di laurea in Scienze Turistiche dell’Università della Calabria, che ha ripercorso l'epopea dell'opificio di Giuseppe Martucci, che nell'800 esportava 450 quintali di prodotto in tutta Europa, arrivando a "firmare" le proprie biglie per contrastare i primi tentativi di contraffazione.

In chiusura, Luigi Sisi, esperto di marketing e produzione, ha illustrato agli studenti le moderne strategie commerciali, evidenziando come il digitale e la televisione assorbano oggi l’83% degli investimenti pubblicitari. A conclusione del seminario, è emersa la necessità di puntare sulle filiere locali (olivicole, vitivinicole e frutticole) per contrastare la desertificazione agricola e preservare il patrimonio territoriale rispetto alla diffusione di specie esotiche. A suggellare l'evento, la proiezione del video "Viaggio sulla liquirizia", a cura degli studenti, coordinati dalla docente Anna Maria Rubino.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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