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Cariati, addio alla maestra tessitrice Eleonora Russo: memoria storica del Museo Civico

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CARIATI - «Il 29 marzo scorso, Domenica delle Palme, abbiamo salutato per l’ultima volta la più preziosa amica e collaboratrice del Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati: Eleonora Russo, impareggiabile Maestra del Telaio, scomparsa inaspettatamente a soli 73 anni». A queste parole, Assunta Scorpiniti, Direttrice Museo Civico Cariati, affida il saluto e il ricordo di una figura preziosa per l'intera comunità.

«Eleonora - ricorda ancora - è stata presente nel nostro Museo fin dalla sua fondazione, arricchendone il progetto con la sua sapienza e l’infinita devozione (è il termine più appropriato) all’antica e affascinante Arte Tessile cariatese. Insieme allo staff, le eravamo sinceramente affezionati. Ci siamo stretti alla famiglia, al marito Giovanni, alle tre figlie, che ci hanno costantemente tenuti informati delle sue sofferenze degli ultimi mesi, ai nipoti e agli altri familiari. Non è facile perdere una mamma, ed Eleonora aveva tutta la tenerezza, la forza e l’operosità delle mamme di Calabria… valori ai quali ha improntato l’intera sua vita; erano la sua cifra di madre, di moglie, di sorella, di donna che ha vissuto e agito nella nostra comunità».

Ma il mio personale ricordo deve doverosamente andare alla grande amicizia che ci ha legato, che si è intrecciata, come la trama e l’ordito, proprio all’arte di cui a Cariati era rimasta una delle ultime e la più appassionata esecutrice, e che per tanti anni ha costituito il segno della sua dedizione al lavoro e una fonte di sostentamento familiare. Un’arte appresa da bambina, dalla zia, la storica tessitrice cariatese Maria Grazia Russo, e che lei, Eleonora, ha saputo trasmettere alle numerose sorelle e rinnovare con inediti manufatti, ma sempre nel rigoroso rispetto delle antiche tecniche artigiane».

«Quando è venuto il momento di realizzare il Museo Civico di Cariati, che doveva essere ed è il “tempio” della cultura di cui è portatore il nostro popolo cariatese, Eleonora è stata la prima persona che ho interpellato, per mettere in funzione un antichissimo telaio, e creare lo spazio dedicato, appunto, alla tessitura. E lei si è illuminata, al pensiero che l’arte di cui era profondamente innamorata avesse un luogo, un luogo permanente, dove tutti avrebbero potuto conoscere quest’arte e ammirarla. È stata instancabile: ha preparato l’ordito nell’orditoio di casa, ha fatto l’incannatura del filato e poi è venuta con il suo amato Giovanni ad “armare” il telaio, donandomi anche la sua preziosa collezione di zempère, che è in bella mostra al Museo, proprio dietro al telaio».

«Non solo. È sempre stata pronta, disponibile e fiera di dare dimostrazione della sua arte durante gli eventi culturali, per le emittenti televisive, per i più vari gruppi di visitatori e di studenti, anche Erasmus: la trovavano lì, nel telaio, sempre elegante e fresca di parrucchiere, perché, diceva, doveva rappresentare al meglio un’arte bella e importante di Cariati. E, cosa particolarmente pregevole, e di cui davvero la ringrazio, ha tenuto, sempre al Museo, tanti laboratori di tessitura, per spargere, con la sua dolcezza e sapienza, fra bambine, studentesse, donne provenienti da mondi lontani, i semi di un’arte che desiderava fortemente avesse continuità; una cosa purtroppo oggi difficile da realizzare, ma che Eleonora è riuscita a trasmettere almeno come conoscenza e pratica culturale appassionante».

«Infatti, quando le dicevo che lei era un “patrimonio culturale vivente”, sorrideva, diceva che esageravo, per lei tessere era una cosa naturale. Avrebbe continuato all’infinito, questo desiderava e ultimamente soffriva di non poter fare. “Che dici - mi ha detto quando sono andata a trovarla in ospedale - tornerò a sedermi nel telaio… mi manca tanto!” Il prossimo appuntamento al Museo sarebbe stato proprio in questa primavera, con un particolarissimo laboratorio “di fuso”, abbinato alle fiabe classiche, destinato agli alunni delle prime classi della scuola primaria. Ma non siamo riusciti a realizzarlo».

«Sono piccoli pezzi della storia che ho conosciuto, di una donna cariatese semplice, che non aveva potuto andare a scuola, ma ha saputo tanto dare all’amatissima famiglia, alla nostra cultura tradizionale e in termini di dedizione al lavoro, di cui rimarrà testimonianza. Per questo spero che quando L’Amministrazione Comunale metterà mano alla nuova toponomastica, ci sia un rione della cittadina dedicato al lavoro dei cariatesi, con i nomi di persone come Elenora e le antiche tessitrici, i maestri vasai e artigiani, gli agricoltori storici, i maestri del mare, i pionieri dell’emigrazione. Perché la storia delle comunità è fatta anche da chi le ha portate avanti».

«A Eleonora va tutta la nostra gratitudine. Nel suo viaggio verso il cielo più luminoso, porterà l’affetto di una comunità, che ha conosciuto il suo ingegno e la grande gentilezza. A noi spetta custodirne il ricordo di donna di questa terra, e di Maestra di un’arte che è stata linfa vitale per lei e per tante tessitrici di Cariati. A.S».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.