Il Bene Comune, il nuovo film di Rocco Papaleo da oggi al cinema: il Pollino protagonista
Il racconto della guida del Parco Francesco Sallorenzo sul sopralluogo con la troupe nelle Terre Alte del Pollino in uscita oggi
CASTROVILLARI – È in uscita nelle sale da oggi, 12 marzo 2026, il nuovo film di Rocco Papaleo, “Il Bene Comune”, una pellicola che intreccia storie e paesaggi dell’Appennino meridionale e che trova nel Pollino uno dei suoi scenari più significativi. A raccontare il legame tra il progetto cinematografico e il territorio è Francesco Sallorenzo, guida ufficiale del Parco nazionale del Pollino, che ha accompagnato la troupe durante una delle prime fasi di preparazione del film.
Nel maggio dello scorso anno, infatti, Sallorenzo ha preso parte al primo sopralluogo nelle “Terre Alte” del Pollino insieme al regista e attore Rocco Papaleo, alla ricerca di un pino loricato, simbolo di resilienza, elemento centrale della storia raccontata nella pellicola. L’escursione è stata organizzata grazie al coinvolgimento della Catasta Pollino e del gruppo di guide dell’Officina del Buon Cammino, con l’obiettivo di individuare luoghi e atmosfere capaci di rappresentare al meglio il contesto naturale del racconto cinematografico.
Durante il percorso verso i Piani del Pollino, Sallorenzo ha avuto modo di raccontare a Papaleo il mestiere della guida e i diversi aspetti di una passione legata alla montagna che avrebbero potuto contribuire alla costruzione della storia del film. Una volta raggiunta l’area del Giardino degli Dei, lo stesso Papaleo ha individuato il primo pino loricato che avrebbe potuto avere un ruolo nella pellicola, anche se in seguito la produzione ha scelto altri esemplari, altrettanto suggestivi e rappresentativi del paesaggio del massiccio del Pollino.
Il sopralluogo è stato realizzato in collaborazione con l’Ente Parco nazionale del Pollino e con il supporto logistico di Masistro Park, grazie al contributo di Fabio Brasca e Antonello Viola, oltre alla presenza dei Carabinieri Forestali del Parco nazionale del Pollino.
Il film vede la partecipazione di un cast composto da Claudia Pandolfi, Rocco Papaleo, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera, Andrea Fuorto, Rosanna Sparpano e Livia Ferri.
A sottolineare il valore del lavoro cinematografico è anche lo scrittore Franco Arminio, che ha visto la pellicola in anteprima e ne evidenzia il forte legame con i luoghi: «Il Bene Comune è il titolo dell’ultimo lavoro di Rocco Papaleo. Credo sia il film più bello di Rocco. Prima di tutto è un omaggio alla geografia, un omaggio al Pollino, un pezzo di Appennino diviso a metà tra la Calabria e la Basilicata, una rosa di montagne sparse ai quattro venti. Non c’è una cima aguzza, un pezzo firmato, è una montagna corale, comunitaria».
Secondo Arminio, il film restituisce il senso profondo dei territori marginali e della vita che li attraversa: «Papaleo ha il senso dei luoghi, come lo avevano Rossellini o Antonioni, ma lui non può raccontare quell’Italia che non c’è più e allora racconta la forza dei margini, dei luoghi appartati. Alcune scene fanno pensare alle atmosfere di Basilicata Coast to Coast. La sorprendente bellezza di quel film qui si è ulteriormente affinata».
Nel racconto emergono anche dimensioni umane e collettive: «Intensa e tenera la regia, bravissime le attrici e gli attori, a cominciare da Rocco, perfettamente a suo agio a recitare nelle sue terre. Sembra che in questo film nessuno sia a disagio, c’è un’aria buona, c’è l’aria buona della vita, prima ancora che quella delle belle storie».
Al centro della pellicola si colloca il tema del bene comune, inteso come riscoperta della comunità e delle storie condivise: «Dentro la geografia si apre il tema del bene comune, un bene che non viene dall’orrendo opinionismo in cui siamo immersi ma dallo stare vicini ripartendo dal narrare le nostre storie. Questo film è sincero come il pane lucano, è bello come il pino loricato, la creatura regina del Pollino».
Il viaggio dei personaggi diventa così un percorso simbolico e umano: «Questa pellicola è anche teneramente etica. I personaggi camminano verso la stessa meta, partendo da storie difficili e diverse. Il cammino fiacca i corpi, scioglie i confini ed è chiaro l’invito a dimetterci dall’imperialismo dell’Io e a ritrovarci insieme nella casa dell’aria».
Infine l’invito al pubblico: «Ho visto il film in anteprima, ma voglio vederlo al cinema, apprezzerò ancora meglio la colonna sonora curatissima e gioiosa. Vi invito con entusiasmo a vederlo questo lavoro fatto con una leggerezza calviniana, un Calvino calato nelle gole del Raganello o in cammino sulla cima del Dolcedorme».