Crati, biomassa e sicurezza: la filiera legno-energia nel contrasto al dissesto idrogeologico
La gestione della biomassa legnosa non è solo un’opportunità energetica, ma uno strumento concreto di prevenzione del dissesto idrogeologico
CORIGLIANO-ROSSANO – La fragilità dei corsi d’acqua del comprensorio urbano di Thurio continua a rappresentare una sfida concreta per cittadini e istituzioni. Secondo esperti e amministratori locali, la pulizia degli alvei è un passaggio cruciale per prevenire eventi critici come esondazioni, specialmente nei punti più vulnerabili del corso fluviale. Tuttavia, come emerso con forza nella puntata di "Eco in Diretta" andata in onda ieri sera sui nostri canali social, la gestione del territorio non può più essere slegata dal contesto economico globale.
Il dibattito a "Eco in Diretta": Dalla crisi nel Golfo alla Sibaritide Nel corso del talk, intitolato significativamente "Dalla crisi nel Golfo alla Sibaritide", si è discusso di come le tensioni internazionali stiano colpendo duramente l'economia reale locale. Gli ospiti in studio — Francesco Beraldi (Presidente di Federimprese Calabria), Andrea Ferrone (Segretario comprensoriale CGIL) e Agostino Chiarello (Sindaco di Campana) — hanno evidenziato un passaggio fondamentale: non sono bastati il Covid e la guerra in Ucraina; ora la nuova crisi nel Golfo Persico rischia di far impennare i prezzi delle materie prime, mettendo a rischio infrastrutture vitali come il terzo megalotto della Statale 106.
Proprio questa incertezza economica rende ancora più urgente una pianificazione strutturata. Il Sindaco Chiarello ha denunciato come il PNRR sia stato spesso un'occasione mancata per i servizi primari, come le reti idriche che in molti comuni dell'entroterra risalgono agli anni '50. In questo "caos" globale, la manutenzione dei fiumi a Thurio diventa l'emblema di una necessità di intervento che non può più essere solo emergenziale.
La risorsa legno-energia: prevenzione e sviluppo Un aspetto cruciale per la sicurezza di Thurio è il destino dei tronchi e della legna rimossi dagli alvei. Questi materiali non sono semplici rifiuti, ma una risorsa strategica: possono essere valorizzati come biomassa legnosa per la produzione energetica, riducendo gli sprechi e rafforzando la filiera locale dei biocombustibili.
Questa visione è stata confermata anche a livello nazionale da Marco Bussone, neoeletto Presidente di AIEL (Associazione italiana energie agroforestali), il quale ha dichiarato che la valorizzazione della biomassa legnosa è uno strumento concreto per la prevenzione del dissesto idrogeologico e la promozione di soluzioni energetiche rinnovabili. In un'epoca definita da Andrea Ferrone come "economia di guerra", dove i costi del gas raddoppiano in pochi giorni, l'indipendenza energetica e la valorizzazione delle risorse del territorio diventano imperativi categorici.
Conclusioni La lezione che arriva da Thurio e dal dibattito di ieri sera è chiara: la pulizia dei fiumi e la manutenzione del territorio non sono operazioni accessorie, ma priorità strategiche. Senza risorse certe e una visione che trasformi le criticità ambientali in opportunità economiche (come la filiera legno-energia), il territorio rimarrà ostaggio delle crisi globali che, inevitabilmente, finiscono per pesare sulle periferie e sui cittadini più fragili.