Confraternita Addolorata, pellegrinaggio in Umbria: fede e legami rafforzati
La Confraternita di Corigliano-Rossano ha partecipato dal 28 febbraio al 1° marzo a un pellegrinaggio tra Assisi, Norcia e Cascia con cori e gruppi parrocchiali, rafforzando legami e spirito comunitario sul territorio calabrese
CORIGLIANO-ROSSANO – Si è concluso con un bilancio di profonda partecipazione spirituale il pellegrinaggio che, tra il 28 febbraio e il 1° marzo, ha visto la Confraternita Maria Ss. Addolorata dell'area urbana di Rossano impegnata in un itinerario di fede tra Assisi, Norcia e Cascia.
Sotto la guida del padre spirituale don Pietro Madeo e con il coordinamento del priore Alberto Vincenzo Garofalo, la delegazione — composta da esponenti del direttivo tra cui l’economo Giovanni Scigliano e il Maestro dei Novizi Salvatore Papparella, unitamente ai Revisori dei Conti — ha vissuto un momento di forte coesione comunitaria arricchito dalla presenza di membri del coro della cattedrale Maria Ss. Achiropita, della parrocchia di San Nilo e del gruppo della Divina Misericordia di San Giuseppe.
Il baricentro emotivo della spedizione è stato individuato ad Assisi, dove la partecipazione all’ostensione del corpo di San Francesco ha offerto un’occasione di riflessione sul valore dell’umiltà, trasformando il silenzio della Basilica in uno spazio di pace rara e preghiera condivisa. L'esperienza non è stata vissuta come un atto di singoli pellegrini, bensì come l'espressione di un’unica anima collettiva in cerca di luce.
L'itinerario è poi proseguito verso Norcia, luogo benedettino dove la forza della fede si confronta con le ferite del tempo, per culminare infine a Cascia con l'omaggio a Santa Rita, figura simbolo del perdono. In questi luoghi, la fatica del percorso si è trasmutata in energia pura, consolidando legami di fratellanza autentica attraverso celebrazioni eucaristiche e momenti di convivialità con i numerosi aggregati.
Al rientro, l'evento viene consegnato alla memoria come una trasfigurazione collettiva e una rigenerazione dello spirito, resa possibile dall'armonia tra i diversi gruppi e dalla solennità dei canti liturgici. La meta ultima del viaggio non è stata identificata nel semplice raggiungimento dei santuari, ma nella riscoperta della dimensione divina in ogni partecipante.
A suggello dell’iniziativa, il Maestro dei Novizi Salvatore Papparella ha dichiarato: «Non è un semplice viaggio, ma un ritorno all'essenziale. Grazie a chi ha reso questo cammino una testimonianza di amore e fede».