A Morano Calabro la formazione diventa esperienza di comunità: scuole, leadership e valorizzazione del territorio
Con il progetto Ri_Abitare Morano, scuole, masterclass e incontri trasformano il borgo del Parco Nazionale del Pollino in un laboratorio di competenze, relazioni e sviluppo territoriale
MORANO CALABRO - Non tutti i percorsi formativi lasciano lo stesso segno. Alcuni trasmettono contenuti, altri riescono a generare relazioni, consapevolezza e visione. È questa la filosofia che anima le due Scuole di formazione dedicate all’ospitalità e al restauro e valorizzazione dei beni storici e culturali avviate a Morano Calabro, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino.
I percorsi, a partecipazione gratuita, si inseriscono nell’ambito del progetto Ri_Abitare Morano, promosso dal Comune e sostenuto dal Ministero della Cultura attraverso l’investimento “Attrattività dei Borghi” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – NextGenerationEU. Un’iniziativa che punta a connettere competenze, persone e territorio, trasformando la formazione in un motore di crescita collettiva e di sviluppo locale.
Leadership e comunità: la masterclass “Manager tra Manager”
Tra gli appuntamenti più recenti, la masterclass di due giorni “Manager tra Manager per Ri-abitare la Leadership”, svoltasi il 6 e 7 marzo, ha rappresentato un momento di forte intensità formativa e relazionale.
Promossa insieme a Federmanager Calabria, l’iniziativa ha coinvolto oltre quaranta partecipanti tra manager, professionisti, amministratori e cittadini, provenienti non solo dal territorio ma anche da altre regioni italiane.
Nel suggestivo scenario del Complesso di San Bernardino, la formazione è uscita dai confini tradizionali dell’aula per diventare un esercizio concreto di ascolto, confronto e introspezione. Il percorso ha intrecciato momenti di approfondimento teorico con esercitazioni pratiche, meditazione e attività di connessione tra i partecipanti.
A guidare il gruppo sono stati Chiara Volpicelli e Lorenzo Volta, che hanno accompagnato i partecipanti in un lavoro di rilettura del proprio ruolo professionale e del significato della leadership, intesa non come posizione individuale ma come capacità di attivare energie positive nelle organizzazioni e nelle comunità.
Secondo Luigi Severini, l’esperienza ha confermato un principio fondamentale: la leadership non cresce in solitudine, ma si costruisce attraverso il dialogo, l’ascolto e la responsabilità condivisa. Da questa visione nasce proprio il percorso “Manager tra Manager – Ri-abitare la Leadership”, pensato come uno spazio concreto per ritrovare il senso del proprio ruolo e riportare energia nei contesti di lavoro e nei territori.
Formazione e territorio: un’esperienza immersiva
La qualità dell’esperienza non si è limitata alle attività d’aula. Il confronto tra i partecipanti è proseguito anche durante la cena organizzata da Federmanager Calabria, trasformata in un momento esperienziale centrato sulla panificazione dal vivo.
Un esempio di come il progetto punti a integrare contenuti formativi e vita quotidiana, creando occasioni di relazione e apprendimento informale.
Un ulteriore momento significativo è stata la visita guidata del borgo, alla quale hanno partecipato anche gli allievi del corso di social media management impegnati nella realizzazione di riprese audio e video. Un passaggio che racconta bene la natura dinamica dell’intero progetto: i corsi non procedono in modo isolato, ma si intrecciano e si arricchiscono a vicenda, costruendo una vera comunità formativa.
Pro Loco e valorizzazione dei territori
Tra i percorsi attualmente in corso figura anche “Pro Loco come hub turistici: competenze, strumenti e metodi per la valorizzazione dei territori e la costruzione di mete turistiche aggregate”, realizzato in collaborazione con la Pro Loco di Morano Calabro, presieduta da Rocco Ingianna, e con UNPLI Cosenza guidata da Antonello Grosso La Valle.
Il percorso formativo, articolato in tre giornate, coinvolge presidenti e soci di Pro Loco, amministratori, imprenditori e professionisti interessati a sviluppare modelli di promozione territoriale capaci di rafforzare il ruolo identitario delle associazioni locali.
«Dopo i primi due incontri possiamo già dire che la comunità si sta ampliando», spiega Grosso La Valle. «A Morano Calabro abbiamo ospitato anche Pro Loco provenienti dalla provincia di Avellino, segno evidente di quanto il tema sia sentito e di quanto sia forte la richiesta di modelli concreti capaci di tradursi in progettualità reale».
I beni pubblici inutilizzati come risorsa
Uno dei momenti centrali del percorso è stata la masterclass del 15 marzo tenuta da Vittorio Raeli, dedicata al tema “Beni pubblici non utilizzati: da problemi a risorse del territorio”.
Per UNPLI Cosenza si tratta di una questione strategica: valorizzare edifici e spazi inutilizzati significa restituirli alla collettività e trasformarli in luoghi di condivisione, formazione e programmazione culturale.
Palazzi storici, torri, castelli, musei, centri sportivi e parchi tematici possono così tornare a essere risorse vive, capaci di generare valore sociale e nuove opportunità di sviluppo locale.
Il prossimo appuntamento: comunicare con efficacia
Il calendario delle attività prosegue il 21 marzo con la masterclass “Parla e lascia il segno: la comunicazione che funziona”, realizzata ancora in collaborazione con Federmanager Calabria.
L’incontro, ospitato sempre nel Complesso di San Bernardino, sarà condotto dal consulente ed esperto di public speaking Francesco Reda. Il percorso, della durata di una giornata e a partecipazione gratuita, è dedicato a chi desidera migliorare la propria capacità di comunicare in pubblico, davanti a una telecamera o a un microfono, lavorando su tecniche di comunicazione efficace, uso della voce, gestione delle emozioni e costruzione di un pitch chiaro e coinvolgente.
Un progetto che genera ricadute concrete
Oltre al valore formativo, le iniziative stanno producendo effetti immediati sul territorio. La presenza dei corsisti ha generato un ritorno concreto per strutture ricettive, ristoranti e attività locali. In molti casi gli operatori turistici hanno assunto un doppio ruolo, partecipando ai corsi e allo stesso tempo accogliendo i colleghi nelle proprie strutture.
Il risultato è un circolo virtuoso tra formazione, economia locale e relazioni.
«Il modello della Scuola funziona proprio perché il borgo non è uno sfondo, ma diventa parte integrante del percorso», sottolinea Sabrina Sicari. «Morano accoglie, mette in relazione le persone e crea le condizioni perché la formazione diventi un’esperienza condivisa».
Un modello che dimostra come un piccolo borgo possa trasformarsi in un laboratorio di idee, competenze e relazioni, capace di generare sviluppo e nuove prospettive per il territorio.