9 ore fa:Saracena: ampliamento del cimitero, dopo oltre sessant’anni si potranno costruire cappelle
7 ore fa:Anche la Secca di Amendolara tra i Parchi Marini del progetto LIFE TerrAmare
8 ore fa:Cardiologia del “Giannettasio”, investimenti e innovazione: «L’obiettivo è l’Emodinamica»
6 ore fa:Antonio Noé (Nuovo Sindacato Carabinieri) sull'episodio di Co-Ro: «Siamo furiosi. Chiediamo tutele»
10 ore fa:Calciomercato Rossanese: ufficiale l’arrivo di Gigi Le Piane
8 ore fa:Morte Tonino Sommario, Le Fosse (Pd): «Non è sfortuna, è abbandono»
9 ore fa:Welfare, la Regione convoca tutti gli Ambiti territoriali sociali: Straface chiama i Comuni a scelte coraggiose
7 ore fa:Cibo, identità e futuro: il Majorana lancia la campagna “panini identitari”
10 ore fa:Olio sotto assedio: Coldiretti Calabria denuncia i “trafficanti” e il crollo dei prezzi
6 ore fa:Ancora violenza, lite tra stranieri degenera in aggressione in viale Aldo Moro: un ferito

Cicogna bianca, nidificazione a rischio per attività di addestramento di cani da caccia

1 minuti di lettura

LATTARICO - La Lipu di Rende segnala che nei giorni scorsi sono state avvistate delle attività di addestramento di cani da caccia all’interno dell’area di nidificazione della Cicogna bianca nella zona valliva di Lattarico (CS). Si tratta di una nidificazione storica in Valle Crati, la prima su piattaforma nido, attiva sin dal 2009.

Una fase, quella della nidificazione, molto delicata per la Cicogna bianca (e per altre specie di uccelli) il cui disturbo antropico potrebbe mettere a rischio la buona riuscita della nidificazione stessa.

Secondo la Direttiva Europea “Uccelli” 2009/147/CE, è infatti vietato compiere ogni tipo di attività che potrebbe arrecare disturbo nelle vicinanze di una nidificazione di una specie protetta; la Cicogna bianca è infatti presente tra le specie elencate nell'Allegato I della sopracitata normativa europea, poiché è riconosciuta ad alto interesse comunitario e la sua conservazione richiede misure urgenti di tutela.

I rischi di questa attività di addestramento cani a fini venatori sono molteplici, primo fra tutti il possibile spavento e il successivo allontanamento degli esemplari adulti dal proprio nido, lasciando i pulli senza nutrimento, oppure, nel caso in cui lo spavento sia ai danni di questi ultimi, essi potrebbero incorrere in uno stato di ansia e allarme nel quale c'è il rischio che cadano accidentalmente dal proprio nido, e non essendo in grado di farci ritorno, potrebbero essere predati. Vista la pericolosità di tale attività i volontari della sezione di Rende hanno prontamente avvisato le autorità competenti e si chiedono come è possibile che possano accadere cose del genere in aree ad alta valenza naturalistica.

Si ricorda inoltre che l'addestramento e allenamento di cani da caccia è consentito dalle vigenti normative solo nelle apposite zone autorizzate (Z.A.C.), che per legge devono avere delle adeguate cartellonistiche, che, nella zona interessata, sono del tutto assenti. 
Tra l’altro, se anche l’area fosse stata autorizzata a questo tipo di attività, non sarebbe comunque possibile praticarla, essendoci all’interno la nidificazione di una specie particolarmente protetta.

I volontari della Lipu continueranno a monitorare il sito e segnalare ulteriori azioni di disturbo alla nidificazione e chiedono alle autorità competenti di effettuare tutte le verifiche del caso.
La Cicogna bianca è una specie assente dall’Italia dal XVI secolo, da qualche anno però è tornata a nidificare in Calabria e per farlo utilizza i nidi artificiali, una sorta di grandi piattaforme circolari in legno, che la LIPU di Rende da oltre 20 anni posiziona sui tralicci e pali elettrici grazie alla disponibilità di e-distribuzione.

Sono attualmente 33 le coppie di cicogne nidificanti, tutte in provincia di Cosenza di cui 31 su nidi artificiali. 
 

(foto di Roberto Santopaolo)

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.