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Monsignor Aloise: «Suscitare nelle persone la sete di Dio, ma anche ascoltare le loro domande»

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CORIGLIANO-ROSSANO – Riportiamo di seguito l’Omelia tenuta dall’ Arcivescovo Maurizio Aloise in occasione della messa solenne per l’apertura del Cammino Sinodale.

«Saluto tutti voi con affetto, voi santo popolo di Dio che nella fedeltà al Battesimo, edificate la Chiesa secondo i diversi carismi e ministeri: saluto voi, famiglie, giovani, bambini, ammalati, carcerati, diversamene abili, dimenticati e scartati dalla società. Voi che vi prendete cura del bene comune in questo nostro territorio. Saluto sua eccellenza Monsignor Luigi Renzo, Padre Virgil parroco della parrocchia ortodossa russa di Rossano. Saluto voi fratelli presbiteri, i diaconi, i seminaristi, voi cari religiosi e religiose, tutti gli uffici pastorali della diocesi, voi associazioni, gruppi e movimenti».

«Oggi in modo particolare il mio saluto va all’Equipe Sinodale: grazie per aver risposto alla chiamata del Signore. L’odierna pagina evangelica (cfr Mc 10,35-45) descrive Gesù che, ancora una volta e con grande pazienza, cerca di convertire i suoi discepoli dalla mentalità del mondo a quella di Dio. Introducendo il sinodo il Papa diceva domenica scorsa: Molte volte i Vangeli ci presentano Gesù “sulla strada”, mentre si affianca al cammino dell’uomo e si pone in ascolto delle domande che abitano e agitano il suo cuore. Così, Egli ci svela che Dio non alberga in luoghi asettici, in luoghi tranquilli, distanti dalla realtà, ma cammina con noi e ci raggiunge là dove siamo, sulle strade a volte dissestate della vita».

«E oggi, aprendo questo percorso sinodale, iniziamo con il chiederci tutti – Papa, vescovi, sacerdoti, religiose e religiosi, sorelle e fratelli laici –: noi, comunità cristiana, incarniamo lo stile di Dio, che cammina nella storia e condivide le vicende dell’umanità? Siamo disposti all’avventura del cammino o, timorosi delle incognite, preferiamo rifugiarci nelle scuse del “non serve” o del “si è sempre fatto così”?»

«La parola “sinodo” significa “camminare insieme”. Il termine "sinodo" sta in un rapporto stretto e significativo con tutta la vita della Chiesa. “Chiesa e Sinodo sono sinonimi”, ha scritto san Giovanni Crisostomo. Questa Parola di Dio ci dice che il primo a voler camminare insieme con noi, a voler fare “Sinodo” con noi, è proprio Lui, il nostro Padre. Il suo “sogno”, da sempre e per sempre, è quello di formare un popolo, di radunarlo, di guidarlo verso la terra della libertà e della pace».

«L’occasione per riflettere ci viene data oggi dai fratelli Giacomo e Giovanni, due dei primissimi che Gesù ha incontrato e chiamato a seguirlo. Ormai hanno fatto parecchia strada con Lui e appartengono proprio al gruppo dei dodici Apostoli. Ora mentre si dirigono verso Gerusalemme, si avvicinano e rivolgono al Maestro la loro richiesta, che appare per niente sinodale: “Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra” (v. 37). È la terza volta che nel Vangelo di Mc. Gesù annuncia la sua passione, e subito segue un episodio di incomprensione da parte dei discepoli, i quali si “rifiutano” di camminare con Lui. Come era già capitato negli altri casi, Pietro lo rimprovera, i discepoli discutono chi sia il più importante. Oggi Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, vogliono che Gesù faccia quanto chiesto, cioè vogliono i primi due posti, le due cariche principali, aspirano a poltrone di governo, non sanno quello che chiedono. Alla destra e alla sinistra di Gesù a Gerusalemme ci saranno due crocifissi».

«Gesù risponde: per adesso seguitemi e imparate la via dell’amore “in perdita”, e al premio ci penserà il Padre celeste. La via dell’amore è sempre “in perdita”, perché amare significa lasciare da parte se stessi, l’egoismo, l’autoreferenzialità, per servire gli altri. Fuggire dal pastorale comporta di uscire incontro all'altro, comprendendolo, accettandolo e perdonandolo di cuore, accettando di fare della strada insieme. L’Avvenire di ieri riportava una riflessione del Vescovo di Reggio Emilia: “camminare assieme, con chi e verso dove?” Lui dà tre significati alla parola sinodo: Il primo significato, quello più profondo, della parola Sinodo, significa camminare assieme a Dio. In questo senso l’espressione Sinodo è identica a comunione: camminare assieme a Dio e camminare insieme verso Dio. Questo vuol dire conoscerlo, amarlo, chiamare tutti a questa Alleanza. Dio è il grande sconosciuto del nostro tempo. Attraverso la preghiera, i sacramenti, la meditazione della sua Parola abbiamo la possibilità di poter rimettere Dio al centro della nostra vita e crescere nella confidenza con lui».

«Il secondo significato della parola Sinodo è camminare con Cristo. È lui che ci invita a seguirlo. È lui che nel Vangelo ha detto tante volte: "venite con me", "venite dietro a me", "seguitemi". "State con me". E oggi ci dice: “Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti” (v. 42-44)».

«Il terzo significato della parola sinodo è camminare con i fratelli. Camminare con Dio può sembrarci facile, camminare con Cristo può sembrarci possibile, ma camminare assieme tra noi sembra il più delle volte un’impresa veramente ardua. Camminare assieme implica una vera e propria conversione, però necessaria: non c’è gioia senza conversione».

«Dio nel suo progetto originario ha voluto creare un popolo, ha sempre perdonato chi si è allontanato, ha radunato chi si è disperso, ha rianimato chi ha peccato. “Il santo popolo fedele di Dio”. Cammino sinodale vuol dire suscitare nelle persone la sete di Dio, affinché la riconoscano dentro di loro, svelare che Dio si è fatto uomo, chiamare ogni uomo a partecipare alla vita delle nostre comunità».

«Ma vuol dire anche ascoltare le attese e le domande degli uomini, le loro critiche, le loro delusioni, i loro scandali. Il senso del cammino sinodale è che si tratta di un evento ecclesiale che riguarda tutta la nostra Chiesa, tutti i suoi membri, che vi potranno partecipare in forza del loro battesimo».

«Il cammino sinodale è anche un evento religioso. Nasce dalla preghiera che Cristo rivolge il Giovedì Santo al Padre: fa’ che tutti mi conoscano perché gli uomini siano una cosa sola e si radunino tutti in un unico ovile e sotto un solo pastore (cfr Gv 17)».

«Come vorrei che nelle nostre parrocchie si realizzasse l’esperienza dei “monasteri invisibili” in cui si è tutti in comunione nella contemplazione.  Unita alla preghiera dei due monasteri di clausura presenti in diocesi. Il cammino sinodale sia l’inizio di una nuova missione della Chiesa e nella nostra chiesa. “In cammino… Sognando la Chiesa che vogliamo” è lo slogan per la nostra diocesi. Il cammino sinodale non porterà nessun frutto se lo vivremo come un’inchiesta sociologica sulla fede nostra e degli altri o come un incontro psicologico che ci rassicuri a vicenda».

«Il cammino sinodale è opera dello Spirito Santo, una via di evangelizzazione che inizia come ascolto, condivisione e continua come annuncio e invito alla comunità. Il cammino sinodale è un evento teologale. Come papa Francesco anch’io auguro a tutti voi, “buon cammino insieme!” Che possiamo essere pellegrini innamorati del Vangelo, aperti alle sorprese dello Spirito Santo. Non perdiamo le occasioni di grazia dell’incontro, dell’ascolto reciproco, del discernimento. Con la gioia di sapere che, mentre cerchiamo il Signore, è Lui per primo a venirci incontro con il suo amore”».

«Affido il lavoro di tutti noi, dell’equipe sinodale e dei referenti alla Vergine Maria, che aderì pienamente e umilmente alla volontà di Dio, ci aiuti a seguire con gioia Gesù sulla via del servizio, ci aiuti a camminare con Dio e verso Dio, con Cristo e i fratelli, santificati dallo Spirito. Solo questa via, ci condurrà verso la pienezza della vita eterna.  Amen».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.