È contestazione Ultras: «Chi ama la Rossanese lo dimostra con i fatti»
Dopo il pesante 3-0 di Trebisacce, il tifo organizzato protesta con due striscioni nel cuore di Rossano
CORIGLIANO-ROSSANO- La sconfitta di Trebisacce fa esplodere la protesta del tifo organizzato della Rossanese. Un pesante 3-0, maturato nel pomeriggio di oggi, che alimenta la delusione di una piazza stanca di aspettare risposte e di assistere, per la seconda stagione, a un’annata senza nessuna bussola.
La contestazione si è materializzata nel cuore di Rossano, in piazza Bernardino Le Fosse, dove è comparso uno striscione dal messaggio chiaro e inequivocabile: «Chi ama la Rossanese lo dimostra con i fatti, disonor arci… erano questi i patti?». Parole che fotografano lo stato d’animo di una tifoseria che chiede rispetto per la storia, per i colori e per un legame con la squadra che, in città, va ben oltre il risultato della domenica.
È l’ennesimo capitolo di una settimana di passione per lo sport rossanese, culminata con le dimissioni di Cataldo Carrozza, l’unico ad averci messo la faccia e ad essersi esposto pubblicamente in una fase in cui, da viale Sant’Angelo, continua a prevalere il più stretto riserbo. Un silenzio che, alla luce degli ultimi avvenimenti, finisce inevitabilmente per alimentare dubbi e malumori.
Ma come si è arrivati a tutto questo? E soprattutto, perché, per l’ennesima stagione, dopo un mercato scoppiettante e premesse che lasciavano immaginare un campionato da protagonisti, ci si ritrova puntualmente a fare i conti con sogni infranti e speranze deluse? Chi sarà il capro espiatorio?
Da Trebisacce a Trebisacce, un anno dopo, sembra ripetersi un copione che i tifosi hanno riconosciuto. Una storia centenaria, un patrimonio sportivo e identitario che appartiene a un’intera comunità e che, proprio per questo, non può essere vissuto come una semplice questione di campo.
Perché a Rossano la Rossanese è un’altra cosa. È appartenenza, responsabilità, orgoglio. È un peso che può diventare insopportabile, una passione capace di soffocare, un legame che pretende dedizione e rispetto. Non è una maglia per tutti, né può esserlo: indossarla e rappresentarla significa farsi carico di quasi 120 anni di storia e di un’intera città. Proprio per questo la Rossanese è una squadra dell’anima e non del cuore.
È questo che la piazza rivendica. Non soltanto risultati, ma segnali concreti, chiarezza e la volontà di costruire qualcosa all’altezza delle aspettative. Se ti chiami Rossanese non hai un nome come tutti gli altri nel calcio dilettantistico calabrese, devi essere un esempio per tutti, un’ambizione, un sogno e un’idea. Perché l’amore dei tifosi, smisurato e mai venuto meno, non può essere l’unico elemento a tenere viva l’ambizione rossoblù.
La sensazione, oggi, è che a mancare non sia la passione della gente, ma quel desiderio di emergere che i sostenitori vorrebbero ritrovare nella squadra e nella società. Lo striscione di piazza Bernardino Le Fosse è molto più di una contestazione dopo una sconfitta: è una richiesta di risposte. E, soprattutto, un monito a chiunque abbia a cuore il futuro della Rossanese.