Pd Castrovillari, i Democratici per CV difendono Garofalo e respingono la mozione di sfiducia
Il gruppo consiliare rinnova la fiducia al segretario cittadino e alla Direzione di circolo. «L’esito elettorale va analizzato, ma non può diventare una resa dei conti interna»
CASTROVILLARI - La mozione di sfiducia contro il segretario del circolo Pd di Castrovillari, Armando Garofalo, apre un nuovo fronte nel dibattito interno al centrosinistra cittadino. A schierarsi in sua difesa è il gruppo consiliare Democratici per CV, che respinge l’iniziativa e conferma «piena e immutata fiducia» alla guida locale del partito.
La presa di posizione arriva dopo le tensioni seguite al risultato amministrativo e alle critiche rivolte alla segreteria cittadina. Secondo il gruppo consiliare, la riflessione sull’esito elettorale è necessaria, ma non può tradursi nella ricerca di un unico responsabile né in uno scontro tra correnti.
I Democratici per CV contestano in particolare l’accusa di una gestione verticistica del partito. Sostengono che le scelte politiche, la costruzione della coalizione e l’individuazione della candidatura a sindaco siano state il risultato di un percorso collegiale al quale avrebbero partecipato anche le diverse componenti del centrosinistra locale.
Per questo, affermano, chiedere oggi le dimissioni di Garofalo significherebbe attribuire a una sola persona responsabilità che, nella loro ricostruzione, sarebbero invece condivise.
Il gruppo invita inoltre dirigenti e iscritti a riportare il confronto nelle sedi di partito, evitando quello che definisce un clima di logoramento interno. La preoccupazione espressa è che una contrapposizione permanente possa indebolire ulteriormente l’azione politica del centrosinistra in Consiglio comunale e sul territorio.
Nel documento viene ribadito anche il sostegno alla Direzione di circolo, insieme all’impegno a proseguire l’attività istituzionale «a tutela dei cittadini e dei valori del centrosinistra».
La linea dei Democratici per CV è dunque netta: sì a un’analisi politica del voto, ma no a quella che viene descritta come una resa dei conti personale. Resta ora da capire se la presa di posizione contribuirà a ricomporre il confronto interno oppure se il caso Garofalo continuerà ad alimentare la frattura nel Pd cittadino.