Cassano, PSI, Noi di Centro e +Europa ad Amendolara: «Lotta senza quartiere al caporalato»
I circoli cittadini hanno partecipato alla manifestazione nazionale dopo la strage dei braccianti: «Serve maggiore controllo dello Stato contro questa nuova forma di schiavitù»
CASSANO JONIO - Anche una delegazione dei circoli cittadini di Cassano all’Ionio del Partito Socialista Italiano, Noi di Centro e +Europa ha preso parte alla manifestazione contro il caporalato che si è svolta ad Amendolara, nel luogo della strage dei quattro lavoratori migranti uccisi nei giorni scorsi.
Una presenza politica e civile, spiegano i tre movimenti, per tenere alta l’attenzione su un fenomeno che riguarda il territorio, colpisce la dignità dei lavoratori e limita la libertà di molti immigrati impiegati nelle campagne.
La mobilitazione nazionale, promossa da sindacati e associazioni, si è svolta nel luogo in cui Waseem Khan, Ullah Ismat Qiemi, Amin Fazal Khogjani e Safi Iayjad hanno perso la vita, diventando il simbolo più tragico di una questione che non può essere più derubricata a emergenza episodica.
Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi sindaci provenienti dalla Calabria e dalla vicina Basilicata, tra cui rappresentanti istituzionali di Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Rocca Imperiale, Amendolara, Villapiana, Corigliano-Rossano, Trebisacce e Cosenza, a testimonianza di una sensibilità diffusa sul tema.
Per PSI, Noi di Centro e +Europa, quanto accaduto ad Amendolara impone una risposta netta da parte dello Stato e delle istituzioni. I tre circoli chiedono maggiori controlli sui fenomeni criminali legati allo sfruttamento del lavoro e sollecitano il Governo nazionale ad avviare una «lotta senza quartiere» contro il caporalato.
«Siamo davanti a una nuova forma di schiavitù – sottolineano i movimenti politici cassanesi – che mina la dignità e la libertà delle persone. Serve una risposta forte, concreta e continuativa».
La presenza alla manifestazione, per le tre realtà politiche, rappresenta dunque un segnale di vicinanza alle vittime e un impegno a non lasciare cadere il tema dello sfruttamento bracciantile dopo l’onda emotiva della tragedia.