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C’è fermento oltre Stasi ma ancora nessun competitor

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CORIGLIANO-ROSSANO – Road to Amministrative 2024. Quella delle elezioni comunali di Corigliano-Rossano sembra essere una strada dritta, tra grandi canion e cactus spinosi, in mezzo al deserto e con qualche buca (meno male!) che ogni tanto fa sussultare il conducente. Prima o poi, però, questa strada si inerpicherà… ed allora ne vedremo delle belle! Sì, ma quando? C’è fermento oltre Stasi, questo è ormai chiaro e ora inizia ad essere anche palese. In questo prossimo weekend, infatti, tutti i partiti che appartengono alla costellazione civica, del centro e fino a destra, scenderanno in campo, ognuno separatamente, ognuno con un incontro in diverse aree della città, ognuno per confrontarsi, al suo interno e inevitabilmente sulle prossime amministrative.

Stasera parte Forza Italia con il secondo incontro di direttivo, questa volta nell’area Rossano (alle 19.30 all’Hotel San Luca), allargato a tesserati e simpatizzanti. Domani, invece, doppio appuntamento: Azione incontrerà i cittadini in piazza Salotto (a Corigliano) per confrontarsi sulle prossime amministrative, alle 17.30. E contemporaneamente Fratelli d’Italia (all’Hotel Rosciuanum – Rossano) terrà un incontro pubblico per discutere del PSA, ma è chiaro che il vocio della sala sarà tutto rivolto alle urne.

Insomma, tutti in campo. Qualcuno sostiene che si tratti della preparazione alla tempesta perfetta. Già, perché, prima o poi, questi partiti – quelli, appunto, che hanno dichiarato unanimemente di voler creare una coalizione di ampie vedute in alternativa allo stasismo - dovranno tornare a riunirsi per un “brainstorming”; ed allora, solo allora, nel momento di quagliare, di catalizzare tutto su un candidato a sindaco, si capiranno le diverse posizioni e rivendicazioni.

Il primo dilemma da sciogliere sarà quello relativo alla conformazione di questa grande coalizione anti-Stasi. Chi ci sarà dentro? Questa apertura al “civismo” (che inevitabilmente è mirata ad inglobare anche parti del centro sinistra ostili all’attuale Amministrazione Comunale) implicherà anche la rinuncia ai loghi dei partiti? E se sì, nell’arco del centro-destra, soprattutto tra le forze radicali, saranno tutti d’accordo a rinunciare al proprio simbolo? Ma soprattutto chi sarà quella personalità in grado di sintetizzare tutte queste posizioni, le più disparate, che spaziano dal riformismo democratico al sovranismo più duro? E, in ultimo, nella grande cabina di regia di questa operazione ci sarà anche il Governatore della Calabria, Roberto Occhiuto?

È chiaro, quindi, che la soluzione finale non sarà affatto indolore a meno che alla base non ci sia una fortissima motivazione, quella di battere Stasi. Ad ogni costo e sopra ogni compromesso.

 

L'elefantiaco Centro Sinistra... senza simboli?

Ma non c’è solo l’anti-stasimo (a prescindere) a muoversi tra le fila. No. C’è anche un timido centro sinistra che prova a spostarsi come un goffo elefante su un pavimento di cristallo. Nei giorni scorsi era stato promosso un incontro unitario di tutti i partiti e movimenti che si rifanno all’area democratica, radicale e populista. Un incontro unitario, di superamento ai tavoli lenti e semideserti convocati nelle scorse settimane dal Partito Democratico. Una riunione che, però, è stata prima convocata, poi sconvocata e riconvocata di nuovo (si parla di martedì 6 febbraio) per una ragione precisa: a questo tavolo vuole partecipare anche il sindaco Flavio Stasi. Il perché è chiarissimo: tirare le fila per iniziare a comporre le liste.

Il sindaco di Corigliano-Rossano, lo fa capire da sempre, non vuole una coalizione partitica. Quindi, anche se parte del PD decidesse di seguirlo, lo dovrà fare senza il proprio emblema. Una soluzione, questa, che andrebbe bene a tutti: al Partito Democratico, su tutti, che così giocherebbe la partita elettorale su più fronti, distinti e contrapposti (una parte di loro potrebbe confluire nella coalizione anti-Stasi); ma anche a partiti amorfi come il Movimento 5 Stelle che pur calamitando ancora il voto della protesta, ha un problema congenito nell’intercettare portatori di voto e quindi candidati che possano avere preferenze.

Non è escluso, inoltre, che di questa coalizione civica, più votata al movimentismo civico di sinistra, possa trovare spazio anche qualche fuoriuscito del Centro Destra che, per ragioni diverse, ha deciso di fare il cammino inverso e appoggiare Stasi.

 

L'incubo che le Amministrative diventino un Referendum

Ma se per il sindaco quello di coagulare attorno a sé una coalizione non sembrerebbe un problema; c’è qualcos’altro che potrebbe turbare i sonni del primo cittadino. Se si dovesse andare a delineare una competizione elettorale a due blocchi (gli stasiani da una parte e gli anti-stasiani dall’altra) il rischio – per il numero uno di Palazzo Bianchi – è che le urne si trasformino in un vero e proprio Referendum pro o contro Stasi.

E questo è il vero, grande pericolo che il primo sindaco della grande città fusa potrebbe incontrare lungo la sua strada. A quel punto la partita del secondo mandato sarebbe difficilissima, soprattutto perché Stasi non è uomo dalle mezze misure: si ama o si disprezza. A questo punto, gli occorre trovare una soluzione che imponga la regola aurea del dividi et impera, che crei altri poli e coalizioni che rosicchino voti a destra (soprattutto) e a manca. Per fare questo, però, a Stasi serve inevitabilmente un aiuto politico esterno. Insospettabile. Sopra le beghe partitiche coriglianorossanesi.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.