1 ora fa:Ospedale di Cariati, confronto con Occhiuto: impegni sui servizi e attesa per il cronoprogramma
3 ore fa: Rossano si accende con la 190ª notte dei Fuochi di San Marco: centro storico invaso da migliaia di persone
2 ore fa:Saracena approva la definizione agevolata delle entrate comunali
34 minuti fa:Autovelox, crolla il sistema delle multe nell'Alto Jonio: doppia sentenza annulla i verbali
4 ore fa:Industria, infrastrutture e università per la crescita del territorio. L'analisi del vicepresidente Svimez a Cosenza
3 ore fa:Nuovi fondi contro la povertà: 9,5 milioni per buoni servizio e sostegno alle famiglie fragili
1 ora fa:Comunali 2026, nel nord-est calabrese prende forma la sfida elettorale. Ecco le liste
2 ore fa:Il San Nilo è senza la certificazione antincendio: tutta la verità sulla scuola di Via XX Settembre
4 minuti fa:Viabilità, Garofalo annuncia 2 milioni di euro per le strade di Cassano
1 ora fa:Senz’acqua da giorni a Corigliano paese: Caravetta lancia un appello urgente al Comune

Calcio italiano in crisi, il disegno di legge di Rapani ha l’obiettivo di simulare il “modello Barcellona”

2 minuti di lettura

ROMA - «Il calcio italiano punti sui vivai, le società sull'azionariato popolare e si schierino un numero minimo di 10 atleti in possesso dello status di "atleta di formazione italiana". Sono questi i tre principali obiettivi di un disegno di legge depositato nei giorni scorsi per il quale sono primo firmatario, insieme ad altri colleghi senatori».

È quanto dichiara il senatore di Fratelli d'Italia e membro della Commissione Giustizia, Ernesto Rapani.

«L'obiettivo – spiega - è quello di simulare il modello Barcellona, ricorrendo allo strumento dell'azionariato popolare nelle società sportive professionistiche e dilettantistiche anche attraverso le piattaforme autorizzate di "crowdfunding"».

«In tempi di crisi per il calcio italiano sia in termini sportivi che economici – sottolinea il rappresentante di Fdi – abbiamo immaginato un calcio più coinvolgente, appassionante, alla cui base dei club ci siano i tifosi. Il calcio in Italia è lo sport più rappresentativo, un asset di fondamentale importanza all'interno del Sistema Paese, in grado di coinvolgere 4,6 milioni di praticanti, con circa 1,4 milioni di tesserati per la Figc ed un fatturato stimabile in 4,7 miliardi di euro. In pratica, circa il 12% del Pil del calcio mondiale viene prodotto nel nostro Paese».

«Tuttavia, questo sport sta attraversando, ormai da dieci anni, momenti di grande criticità. Il calcio professionistico evidenzia, infatti, un profilo estremamente preoccupante dal punto di vista della sostenibilità economico-finanziaria – sottolinea Rapani – a fronte di uno squilibrio strutturale che già prima della pandemia risultava particolarmente accentuato: nei 12 anni analizzati prima dell'impatto del Covid-19, infatti, il calcio professionistico italiano ha prodotto un rosso aggregato pari a circa 4,1 miliardi di euro».

«Dati ed analisi che mi hanno spinto ad immaginare un calcio governato diversamente e che promuova gli atleti. Il primo intervento posto in essere nel disegno di legge è quello, dunque, di introdurre nell'ordinamento degli strumenti in grado di coinvolgere i tifosi e di renderli direttamente responsabili rispetto alla proprietà e all'organizzazione delle società sportive professionistiche e dilettantistiche. In pratica, si vogliono sviluppare forme e condizioni di azionariato popolare per le società sportive professionistiche e dilettantistiche, come avviene, peraltro, già in altri Paesi europei. Alcune società calcistiche della massima serie, soprattutto quelle di vertice, per coprire le spese di gestione, in aumento e in gran parte assorbite dagli stipendi dei giocatori, a fronte della notevole diminuzione delle entrate durante il lungo periodo di chiusura degli stadi a causa della pandemia, sono state costrette a ricorrere a consistenti prestiti bancari con alti tassi di interesse che gravano sui bilanci per decine di milioni l'anno».

«Pertanto – spiega ancora Ernesto Rapani – l'iniezione di capitale, stabile e non gravato da interessi, nelle casse delle società calcistiche da parte dei tifosi, nella veste di soci investitori mediante l'azionariato popolare e diffuso, si rende necessaria per ridurre l'esposizione debitoria delle stesse società e garantire loro stabilità e solidità finanziaria nel lungo periodo. Accanto all'azionariato popolare la proposta di legge propone dei criteri coma la creazione di scuole di formazione per giovani atleti all'interno delle società sportive professionistiche di calcio; la promozione di meccanismi premiali per le società sportive e dilettantistiche che impiegano almeno il 3% del fatturato per il rinnovamento degli impianti sportivi; la partecipazione a ogni gara di un numero minimo di 10 atleti in possesso dello status di "atleta di formazione italiana"; la promozione sentita la Federazione Italiana Giuoco Calcio, di una riforma del sistema che consenta un maggiore accesso dei giovani atleti del vivaio alla serie A».

«Il disegno di legge è stato firmato – conclude il senatore Rapani – anche dai colleghi Russo, Petrenga, Sigismondi, Rosa, Farolfi, Mennuni, Gelmetti, Liris e Orsomarso».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.