Eparchia di Lungro, concluso “Calabria ponte di dialogo”: religioni e culture per la pace nel Mediterraneo
Il progetto promosso dalla Biblioteca diocesana “Mons. Giovanni Mele” si chiuderà il 19 giugno con l’evento finale e la presentazione del volume
CORIGLIANO-ROSSANO - Si è concluso all’Eparchia di Lungro il ciclo di laboratori del progetto “Calabria, ponte di dialogo. Per una cultura dell’armonia e della pace nel Mediterraneo”, promosso dalla Biblioteca diocesana “Mons. Giovanni Mele”. Un percorso culturale e formativo che, da marzo a maggio, ha messo al centro il dialogo tra religioni, culture e comunità come strada concreta per costruire pace e convivenza.
A chiudere il ciclo di conferenze è stato il laboratorio in presenza “Le religioni in dialogo per la pace”, articolato in due sessioni: “Religioni per la pace” e “Parole e gesti per il dialogo”. Gli incontri, svolti il 15 e 16 maggio, sono stati coordinati dal professor Riccardo Burigana, direttore del Centro Ecumenico Italiano, e da Papàs Alex Talarico, direttore della Biblioteca diocesana.
Ad aprire i lavori è stato monsignor Donato Oliverio, vescovo dell’Eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale, che ha definito l’iniziativa «un’importante occasione di riflessione sull’universalità della Chiesa e sul valore del dialogo come dimensione essenziale della missione ecclesiale». Il vescovo ha richiamato anche l’insegnamento di Papa Leone XIV sulla necessità di costruire una pace «disarmata e disarmante».
Nel corso del laboratorio, il professor Mustafa Cenap Aydin, dell’Istituto Tevere – Centro per il dialogo, ha proposto una riflessione sul dialogo come esperienza umana e spirituale, partendo dall’etimologia greca del termine, inteso come percorso “attraverso il Logos” e quindi come spazio condiviso di incontro e comprensione reciproca.
Burigana ha invece sottolineato il bisogno, nella Chiesa e nella società contemporanea, di autentici “testimoni del dialogo”, capaci di vivere concretamente l’incontro ecumenico e interreligioso anche nella quotidianità. In questa prospettiva, l’Eparchia di Lungro è stata indicata come esempio significativo.
Papàs Alex Talarico ha sintetizzato il dialogo come dimensione essenziale dell’esistenza cristiana e della convivenza umana: incontro autentico tra persone e comunità, fondato sull’ascolto, sul rispetto e sulla ricerca della verità.
Il progetto nasce dalla volontà di promuovere luoghi e percorsi di formazione dedicati alla cultura dell’incontro, della pace e della conoscenza reciproca tra popoli e tradizioni religiose. In questo quadro, la Biblioteca diocesana “Mons. Giovanni Mele” rafforza il proprio ruolo di spazio culturale aperto alla ricerca, al confronto e alla crescita della comunità ecclesiale e civile.
L’iniziativa ha confermato anche la vocazione storica dell’Eparchia di Lungro come ponte tra Oriente e Occidente, valorizzando il patrimonio spirituale e culturale della tradizione cristiana orientale presente in Calabria e promuovendo una riflessione sul ruolo delle religioni nella costruzione della pace.
Al laboratorio hanno partecipato rappresentanti impegnati nel dialogo ecumenico e nella promozione culturale del territorio calabrese, provenienti da varie diocesi e gruppi ecumenici regionali. Al termine sono stati consegnati gli attestati di partecipazione.
Il percorso si concluderà il 19 giugno con un evento finale aperto al pubblico e con la presentazione del volume che documenta il lavoro svolto. Il progetto è cofinanziato dal Dipartimento Cultura della Regione Calabria con risorse POC Calabria 2014/2020 – Azione 6.8.3.
Per l’Eparchia di Lungro, “Calabria ponte di dialogo” ha saputo coniugare profondità spirituale, valore culturale e dimensione educativa, confermando che il dialogo tra culture e religioni resta oggi una delle vie fondamentali per edificare relazioni di pace e solidarietà.