Schiavonea, fermato il presunto rapinatore del bar: arresto in 24 ore
I Carabinieri di Corigliano-Rossano hanno fermato un 32enne ritenuto responsabile della tentata rapina al titolare di un bar di Schiavonea, avvenuta lo scorso 23 gennaio
CORIGLIANO-ROSSANO - Un fermo che arriva rapido, mirato, e che segna l’ennesima risposta concreta dello Stato alla spirale di violenza che negli ultimi mesi sta alimentando paura e tensione nella frazione marina. I Carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, con in prima linea la Stazione di Corigliano Scalo, hanno sottoposto a fermo un cittadino straniero di 32 anni, ritenuto il presunto responsabile della tentata rapina ai danni del titolare di un bar di Schiavonea, avvenuta lo scorso 23 gennaio.
Il provvedimento è scattato nel tardo pomeriggio di ieri, al termine di una serrata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal procuratore capo Alessandro D’Alessio. L’uomo è ora ristretto nel carcere di Castrovillari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’aggressione dopo la chiusura del locale
Secondo quanto ricostruito, la vittima stava facendo rientro a casa dopo aver chiuso il bar, percorrendo a piedi il breve tratto che separa il locale dalla propria abitazione. Proprio lungo quel tragitto sarebbe stato avvicinato alle spalle, immobilizzato e minacciato con un grosso coltello, con l’intento di farsi consegnare il portafogli, ritenuto contenere l’incasso della giornata.
Nonostante il terrore e la violenza dell’azione, il commerciante è riuscito a divincolarsi e a fuggire, mettendosi in salvo all’interno della propria abitazione. Un episodio che ha scosso profondamente la comunità locale, rilanciato da tutte le testate e divenuto in poche ore simbolo di una percezione di insicurezza sempre più diffusa.
Indagini serrate e fermo in 24 ore
Determinante è stata la denuncia della vittima, che ha fornito ai militari una dettagliata descrizione dell’accaduto. Da lì è scattata l’attività investigativa condotta senza sosta dai Carabinieri della Stazione di Corigliano Scalo, con il supporto della Sezione Radiomobile, che hanno operato in un contesto complesso, aggravato dal fatto che il presunto autore è risultato senza fissa dimora e non in regola sul territorio nazionale.
Nel giro di 24 ore i militari sono riusciti a rintracciare il soggetto e a procedere al fermo di indiziato di delitto per tentata rapina, una risposta rapida che rafforza il messaggio di presenza e controllo dello Stato sul territorio.
Un segnale forte contro la violenza
L’operazione si inserisce in una più ampia e costante azione di contrasto alle criticità che stanno interessando Schiavonea e altre aree urbane di Corigliano-Rossano. Un’attività che vede il Reparto Territoriale dei Carabinieri impegnato su più fronti: nelle ultime settimane, infatti, sono stati arrestati due caporali per intermediazione illecita di manodopera, denunciati quattro cittadini stranieri per possesso di armi bianche, sequestrata un’abitazione utilizzata per l’ospitalità irregolare di migranti, notificate sette espulsioni e controllati 64 cittadini extracomunitari, con 27 sottoposti a fotosegnalamento.
Numeri che raccontano una strategia di presidio costante e capillare, destinata – come assicurano gli stessi militari – a proseguire nei prossimi giorni per prevenire ulteriori episodi di violenza.
Sicurezza e territorio: una partita aperta
Il fermo del 32enne rappresenta dunque molto più di un singolo arresto: è l’ennesima risposta che il Reparto Territoriale dei Carabinieri, in particolare la Stazione di Corigliano Scalo guidata dal luogotenente Caputo, offre a una comunità che chiede sicurezza, legalità e presenza dello Stato.
Una risposta che arriva mentre il dibattito sulla convivenza, sull’integrazione e sulla gestione dei flussi migratori resta aperto e complesso, soprattutto in un’area come Schiavonea dove lavoro stagionale, marginalità sociale e illegalità finiscono spesso per intrecciarsi. Ma sul fronte della tutela dei cittadini e delle attività commerciali, il segnale è chiaro: la linea della Procura e delle forze dell'ordine, dai Carabinieri alla Polizia di Stato, resta quella della fermezza e del controllo.