23 minuti fa:“La storia di Mano di gomma” di Antonio Anastasi presentato al Circolo culturale rossanese
3 minuti fa:Raggiunto un accordo tra la cooperativa 3Emme e Cgil dopo due giorni di sciopero
53 minuti fa:Sila-mare, al via i lavori di ricostruzione del Viadotto Ortiano
2 ore fa:Amministrative a Frascineto, Tamburi: «Vogliamo fare della nostra comunità un paese normale»
2 ore fa:“Copycat. Speranze replicabili”: una mostra archeologica nella casa circondariale di Castrovillari
3 ore fa:Gli alunni del "San Nilo" portano in scena il "Miles Gloriosus" di Plauto
2 ore fa:Crosia, arrestato un 36enne per spaccio di sostanza stupefacente
1 ora fa:Italia Viva prende le difese di Filomena Greco: «Ha rinunciato alla prescrizione»
3 ore fa:Avvistato nel mare di Corigliano-Rossano un esemplare di "pesce scorpione"
1 ora fa:Caos spiagge, Occhiuto fa un passo avanti e blocca la Bolkestein in Calabria

Corigliano: Siinardi, la "vendetta legale" dell'ex Assessore al bilancio

2 minuti di lettura
di FABIO BUONOFIGLIO Muri che parlano – anzi, gridano - e pavimenti che tremano sotto i piedi di più di qualcuno. A Palazzo Garopoli, il Municipio di Corigliano Calabro, è in atto un terremoto fatto di scosse e scossoni pesanti. Ma gli occupanti tengono le bocce ferme, almeno all’apparenza. Il “caso Bellucci”, vale a dire quello relativo alle affermazioni sconce ed “audiocristallizzate” del segretario generale del Comune, Salvatore Bellucci, sul conto dei tre prefetti che da commissari avevano amministrato la città nel biennio 2011-2013 in cui gli organi elettivi dell’ente erano stati sciolti per infiltrazioni mafiose, ha fatto salire vertiginosamente il tasso di veleno che scorre tra le tetre stanze di quegli uffici. Cosa potrà succedere, sicuramente da qui a non molto, è difficile prenderlo. Qualcosa succederà. E questa è una certezza per quei pochi che col cronista hanno voglia di parlare di “roba che scotta”, pur senza volersi esporre. Non ci resta allora che aspettare cosa potrà emergere magari in sede di dibattito pubblico nella prossima seduta del Consiglio comunale, pare fgià fissata per mercoledì 28 ottobre prossimo, al di là dei punti all’ordine del giorno, pare in materia d’urbanistica. Alle composite e variegate minoranze consiliari “contrapposte” alla maggioranza civica di centrodestra che sostiene l’amministrazione del sindaco Giuseppe Geraci un’osservazione attenta ed asettica dei (non) fatti non può riconoscere che un bel nulla quanto ad argomentazioni di carattere amministrativo, e soprattutto quanto a coraggio nella denuncia politica. Vedremo il 28. Frattanto è emerso un “fatto” nuovo. Già, perché più che un fatto si tratta di una “intenzione”, emersa come indiscrezione qualche giorno fa e non smentita da parte del diretto interessato. Si tratta di Enzo Claudio Gaspare Siinardi, possibile interprete de “La vendetta”. Un altro reality? Nel “palazzo dei veleni” è ormai noto che l’ex assessore alle Finanze e al Bilancio, recentemente defenestrato da parte del sindaco Giuseppe Geraci dopo appena tre mesi che gli aveva affidato quelle deleghe, pare abbia manifestato l’intenzione di querelarlo il sindaco. La novità è emersa a margine d’una festa, organizzata e tenuta agl’inizi della scorsa settimana da parte d’un consigliere comunale della maggioranza che sostiene il primo cittadino, in occasione del compleanno del figlio presso il ristorante di proprietà d’un altro consigliere comunale, ma della minoranza. Con l’assenza proprio di Enzo Claudio Gaspare Siinardi – assente benchè invitato – che avrebbe suscitato commenti finiti al mattino seguente dritti dritti in Municipio. Pare, infatti, che l’ex assessore abbia volutamente evitato di presenziare a quella festa per evitare l’eventuale - anzi, sicuro - imbarazzante incontro “faccia a faccia” proprio col sindaco Geraci. Il quale probabilmente era già a conoscenza per le consuete quanto informali “vie politiche”, dell’intenzionale “mossa” di Siinardi nei suoi confronti. L’ex assessore, stando all’indiscrezione affatto smentita, si sarebbe affidato ad un importante studio legale di Milano. Perché non avrebbe affatto “digerito” le motivazioni così come scritte nero su bianco nell’atto di revoca delle deleghe con in calce la firma del primo cittadino. Al netto delle prerogative assegnate dalla legge al sindaco, l’ex amministratore si sarebbe visto “diffamato” dal sindaco stesso. E proprio dalle pieghe di quelle motivazioni i legali cui si sarebbe affidato potrebbero fare scaturire un atto di querela contro lo stesso primo cittadino, con riserva di costituzione di parte civile ed una relativa quanto lauta richiesta di risarcimento danni. Se si tratta “fanta-giuri-politica” non sta a noi di giudicarlo, ma soltanto e semplicemente di raccontarlo. A Corigliano Calabro ormai tutto sembra possibile, e chi fa cronaca è ormai abituato a non stupirsi più di nulla e di nessuno. Qui il momento politico sembra di quelli senza alcun tipo di precedente, ivi compresi quelli assai drammatici che tra il 2010 e il 2011 avevano fatto da preludio allo scioglimento del Comune per mafia...
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.