Crati, 5,5 milioni per mettere in sicurezza gli argini tra Cassano e Corigliano-Rossano
Pubblicato il bando europeo per il nuovo intervento di difesa idraulica. L’appalto prosegue il lavoro avviato nell’ottobre 2025 e punta ad accelerare le opere dopo i recenti eventi alluvionali
CORIGLIANO-ROSSANO/ CASSANO JONIO - La sicurezza delle comunità della Sibaritide passa ancora una volta dagli argini del Crati. Sul principale corso d’acqua calabrese si apre una nuova fase di interventi, con un investimento complessivo di 5,5 milioni di euro destinato al tratto compreso tra Cassano Jonio e Corigliano-Rossano.
È stato pubblicato il bando europeo per l’affidamento dell’appalto integrato che dovrà ripristinare la piena officiosità idraulica del fiume e rafforzarne le difese arginali. A darne notizia è Giuseppe Nardi, soggetto attuatore della struttura del commissario di Governo per la mitigazione del rischio idrogeologico in Calabria.
Il nuovo progetto si inserisce nel percorso già avviato nell’ottobre 2025. L’obiettivo è dare continuità ai cantieri e accelerare la realizzazione delle opere necessarie a ridurre il rischio di esondazioni e dissesto in un territorio storicamente fragile, segnato anche dai più recenti eventi alluvionali.
«La tutela degli argini del Crati necessita di una programmazione integrata e costante nel tempo – ha dichiarato Nardi –. Questo nuovo bando rappresenta un ulteriore e fondamentale tassello verso il completamento della messa in sicurezza dell’area».
La scelta dell’appalto integrato, ha spiegato il soggetto attuatore, risponde alla necessità di abbreviare i tempi tra la progettazione e l’apertura effettiva del cantiere. La gara vale oltre 4 milioni di euro, all’interno di un quadro economico complessivo da 5,5 milioni. Le risorse provengono dal decreto numero 428 del 6 dicembre 2024 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nell’ambito del Piano degli interventi prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico in Calabria.
L’affidamento avverrà secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Non sarà quindi valutato soltanto il ribasso proposto dalle imprese, ma anche la qualità delle soluzioni tecniche, la durata delle opere, l’impatto ambientale, l’inserimento paesaggistico e l’organizzazione del cantiere.
Un intervento che dovrà consolidare un’infrastruttura fluviale e proteggere centri abitati, campagne, attività produttive e collegamenti di un’area nella quale ogni piena riporta in primo piano vulnerabilità mai del tutto risolte.