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Per amore del mio popolo io non tacerò: il Polo Arberesh nei luoghi di Peppe Diana

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LUNGRO – «L’unico vero modo di amare è amare in modo eccessivo». È questo il messaggio forte e diretto lanciato da Don Franco Picone durante l’incontro con gli studenti presso la Chiesa di San Nicola di Bari, nel cuore di Casal di Principe, ex fortino dei Casalesi.

Un momento intenso, vissuto dai ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo Arberesh -guidato dal dirigente scolastico Gianfranco Maletta - che, venerdì 17 aprile, hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino i luoghi, la storia e l’eredità di Don Giuseppe Diana, uno dei simboli più forti della lotta contro la camorra, assassinato, a soli 36 anni, il 19 marzo 1994.

Il messaggio del parroco casertano, ucciso nel giorno del suo onomastico mentre si preparava a celebrare la messa, era chiaro: non può esistere una democrazia quando al suo interno agisce una dittatura criminale che impone appalti, orienta segnalazioni e soffoca la parte sana dell’economia.

Era un prete stanco di essere relegato a un’attività pastorale limitata al solo conforto, deciso invece a denunciare con forza le ingiustizie.

Da questa esigenza nacque il documento del Natale del 1991, diffuso nelle chiese della Forania di Aversa, dal titolo: «Per amore del mio popolo io non tacerò».

Alla visita hanno partecipato anche le scuole secondarie di primo grado di Acquaformosa, Lungro, Firmo e Frascineto, accompagnate dai docenti Filomena Ferrara, Giada Grandinetti, Nicola Sancineto, Josef Platarota e dal referente dell’associazione Don Peppino Diana di Frascineto, Francesco Garofalo.

Il percorso educativo è iniziato con un momento di raccoglimento presso la tomba di Don Peppe Diana, per poi proseguire davanti alla statua a lui dedicata, situata all’interno del cimitero cittadino.

Successivamente, gli studenti si sono recati proprio nella chiesa in cui il parroco anticamorra fu ucciso, un luogo carico di memoria e significato, dove si è svolto l’incontro con Marisa Diana, sorella di Don Peppe, che ha condiviso con i ragazzi il dolore della perdita, ma anche la speranza e la forza che quella tragedia ha generato nel tempo.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di Don Picone, che ha dialogato con gli studenti spiegando come, nelle “guerre” della mafia e nelle dinamiche dell’illegalità, siano l’amore, la legalità e il coraggio a fare davvero la differenza, le uniche a restare in vita: un messaggio potente, capace di arrivare diretto alle coscienze dei più giovani.

La visita si è conclusa nella sacrestia della chiesa, il luogo esatto in cui Don Diana fu colpito dai sicari della camorra quella tragica mattina: un passaggio dovuto, che ha trasformato l’esperienza in un momento di profonda consapevolezza.

Un’uscita didattica che ha rappresentato molto più di una semplice visita: un’occasione di crescita civile e umana, che ha visto il Polo Arberesh protagonista in uno dei territori più complessi d’Italia. In un tempo che ha sempre più bisogno di esempi concreti di legalità, esperienze come questa accendono una speranza reale in un futuro migliore.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.