L’Inno di Mameli diventa gioco educativo: così a Corigliano-Rossano si cresce patrioti
Dalla routine mattutina ai laboratori creativi: nelle scuole delle cooperative Magnolia e Maya il patriottismo si insegna fin dalla prima infanzia, tra giochi, colori e senso di comunità
CORIGLIANO-ROSSANO - Ci sono bambini che conoscono ormai a memoria l’Inno d’Italia mentre molti genitori faticano ancora a cantarlo. È una questione educativa e culturale che, negli anni, ha spesso ridotto il patriottismo a un valore di parte, valido solo per alcuni, creando un vuoto intergenerazionale da colmare. Perché l’identità non è improvvisabile né politica: si costruisce fin dalla prima infanzia attraverso gesti quotidiani e semplici, ma carichi di significato.
È quanto sottolinea la pedagogista Teresa Pia Renzo, punto di riferimento da oltre vent’anni per la crescita e la formazione della prima infanzia, che in occasione della Festa dell’Unità d’Italia ha raccontato il percorso educativo attuato nei plessi scolastici gestiti dalle cooperative Magnolia e Maya, dove l’Inno di Mameli è diventato un momento strutturale della quotidianità educativa. «Ogni mattina, nelle nostre strutture educative, i bambini iniziano la giornata mettendosi in fila e cantando l’Inno d’Italia. Non è un rito formale, ma una scelta pedagogica. L’inno è una delle canzoncine di routine che accompagnano l’animazione quotidiana, ma a differenza delle altre porta con sé un valore profondo: educa al senso di appartenenza, alla comunità e al rispetto della propria nazione», spiega Renzo.
Il 17 marzo, la Festa dell’Unità d’Italia è stata vissuta dai bambini del Polo Infanzia Magnolia come una vera e propria festa di compleanno, in cui a festeggiare non era un loro compagnetto, ma Mamma Italia. Per rendere il concetto vicino alla loro esperienza, l’Inno di Mameli è stato associato alla celebre canzone Tanti auguri, trasformando così un simbolo nazionale in un linguaggio accessibile e familiare ai più piccoli.
Accanto al momento musicale, i bambini hanno partecipato a un laboratorio creativo dedicato alla bandiera italiana, colorando il tricolore e avvicinandosi in modo semplice e concreto ai simboli della nazione. L’attività ha l’obiettivo di rafforzare il legame con il territorio e introdurre, fin dai primi anni di vita, valori fondamentali come il rispetto, la condivisione e la consapevolezza di appartenere a una comunità più ampia.
«Educare all’identità nazionale non è un esercizio retorico, ma un passaggio fondamentale nella crescita del bambino. L’appartenenza è ciò che costruisce sicurezza, radici e capacità di affrontare il mondo. È da qui che nasce anche la resilienza: sapere chi si è e da dove si viene», conclude Teresa Pia Renzo, sottolineando l’importanza di accompagnare i più piccoli in un percorso educativo che unisce valori, tradizione e senso di comunità.