38 minuti fa:Pesca illegale del bianchetto nello Ionio: 3 quintali di novellame sequestrati dalla Guardia Costiera
5 ore fa:Esposizione su Pier Giorgio Frassati al Majorana di Co-Ro: rafforzato il percorso formativo degli studenti
2 ore fa:Referendum giustizia, a Corigliano-Rossano l’incontro pubblico sulle ragioni del “No”
Adesso: Cassano allo Ionio, Libera in piazza: raccolta firme per il riuso sociale dei beni confiscati
5 ore fa:Grande partecipazione a UniCaLab, il percorso imprenditoriale per studenti e neolaureati
4 ore fa:Caloveto, dalla Regione 150mila euro per la messa in sicurezza della strada interpoderale Liboia-Fiumarella
3 ore fa:Emergenza Crati, Thurio alza la voce: cittadini e sindaci chiedono sicurezza dopo la piena
6 ore fa:Trail notturno nella Sila, Giovanni Forciniti chiude tra i primi: ottavo alla Winter Challenge
4 ore fa:Castrovillari, conclusa con successo l'8^ edizione del Premio Donna e Lavoro
1 ora fa:Corigliano-Rossano, Coldiretti chiede etichette chiare: cosa cambia per i produttori locali

Cassano allo Ionio, Libera in piazza: raccolta firme per il riuso sociale dei beni confiscati

1 minuti di lettura

CASSANO ALLO JONIO - Il banchetto di raccolta firme in Piazza Pertini a Cassano allo Ionio diventa protagonista della mobilitazione nazionale di Libera “109 piazze per la Legge 109”, in programma dal 6 all’8 marzo, per celebrare i trent’anni della legge 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

L’iniziativa invita i cittadini a partecipare concretamente alla campagna «Diamo linfa al bene» e a chiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia venga destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. Trent’anni dopo la legge, molti beni restano ancora vuoti o abbandonati: in Calabria, su 3.450 immobili confiscati e destinati, 1.722 restano in gestione o in attesa di destinazione, mentre tra le aziende 209 sono operative e 345 ancora in gestione. Sul territorio operano 154 realtà diverse in 47 comuni, di cui il 63% associazioni, il 15% cooperative sociali e il 9% enti ecclesiastici, una rete che fornisce welfare, cultura, formazione e turismo sostenibile. «È una rete di esperienze che fornisce welfare, cultura e formazione», dichiara Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, «e ogni giorno di ritardo favorisce le mafie».

«Convertire a uso sociale i beni confiscati ai mafiosi è un atto di giustizia», sottolinea Ciotti, «questi beni restituiti alla collettività parlano: raccontano ciò che accade quando la ricchezza sporca viene ripulita con etica e impegno. Non è solo riuso, è rinascita sociale».

«Dobbiamo fare uno scatto in più - aggiunge - diventare tempestivi ed efficaci nel prenderci in carico i beni confiscati. Ogni rinuncia li fa apparire più forti e alimenta le mafie». Secondo il report “Raccontiamo il bene”, in Italia 1.332 soggetti della società civile gestiscono beni confiscati in 448 comuni, con 739 associazioni attive e 35 scuole che li usano come strumenti didattici. In Calabria questa rete dimostra come i beni confiscati possano trasformarsi in strumenti concreti di welfare, cultura e sviluppo territoriale, opponendosi alla logica mafiosa. Con la campagna «Diamo linfa al bene» Libera invita tutti a rendere operativo ogni spazio confiscato e a rafforzare la fiducia dei cittadini, perché trent’anni dopo la legge 109 la sfida contro le mafie è ancora aperta.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.