16 ore fa: Corigliano-Rossano, Demetrio Caputo: «Senza programmazione si rischia una nuova emergenza estiva»
2 ore fa:Vaccarizzo Albanese racconta l’Acqua Muta: cultura, lingua e tradizioni arbëreshe al centro del confronto
1 ora fa:Trebisacce, al via i lavori di efficientamento energetico al Comune: meno consumi e risparmio sulla spesa pubblica
1 ora fa:Rossano Scalo, blackout continui nella zona alta: cittadini esasperati e impianti a rischio
2 ore fa:Camigliatello, nasce la Plogging Mania dei più piccoli: scuola e ambiente nei sentieri della Sila
34 minuti fa:Castrovillari, Anna De Gaio rilancia verso il ballottaggio: «Siamo l’unica vera alternativa»
15 ore fa:Sottopasso di Sibari, scontro in Consiglio: tavolo col Prefetto, ma l’impresa smentisce il sindaco
4 ore fa:Scuola di qualità: il Majorana continua ad investire su formazione all’estero
3 ore fa:Bandiera verde 2026: Crosia si conferma tra le spiagge ideali per bambini e famiglie
16 ore fa:Bandiere Verdi 2026, Cariati e Mirto Crosia tra le spiagge calabresi a misura di bambino

Welfare, ormai è una guerra di (op)posizioni tra Comune e Regione: “Fondi bloccati? No, dati letti male”

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Non è più solo una questione tecnica. È diventato uno scontro politico pieno, frontale, che mette al centro uno dei temi più sensibili: il welfare e le risposte alle fragilità. Una vera e propria guerra di posizionamento delle posizioni, degli atti, delle date, dei protocolli e - infine - dei servizi. Perché tra la politica e la gente rimane sempre la burocrazia. La stessa che sguazza nel guado e che determina, molto spesso, la differenza tra realtà e percezione della realtà. Ma andiamo per ordine.

Dopo le accuse arrivate nei giorni scorsi dall’assessore regionale Pasqualina Straface – che aveva acceso i riflettori su fondi non spesi e criticità nella gestione dell’Ambito territoriale sociale – arriva l'ennesima replica del Comune, questa volta affidata all’assessore alle Politiche sociali Marinella Grillo. Ed è una risposta che respinge, punto per punto, la narrazione costruita a livello regionale.

«Quando si parla di welfare e di persone fragili è necessario attenersi ai fatti», esordisce Grillo, entrando subito nel merito del nodo più esplosivo: quello delle risorse.

«Le risorse destinate al sociale non sono ferme. Le somme indicate come residui sono già impegnate in servizi attivi o in procedure in corso».

Il passaggio è chiave, perché smonta la lettura che aveva fatto emergere numeri pesanti – milioni di euro apparentemente non utilizzati – trasformando la questione in un caso politico.

Secondo il Comune, il problema è tutto nella lettura dei dati: «Confondere la fase contabile con quella della liquidazione significa offrire una rappresentazione non corretta della gestione amministrativa».

È qui che lo scontro diventa anche tecnico, quasi da addetti ai lavori. Perché il terreno è quello delle piattaforme, delle rendicontazioni, dei passaggi burocratici che spesso sfuggono alla narrazione pubblica ma che determinano tempi e modalità di spesa.

Grillo parla di «attività pienamente nei tempi previsti» e sottolinea come il passaggio tra diverse piattaforme regionali e ministeriali abbia complicato le procedure, «senza incidere sulla continuità dei servizi».

Ma il punto più delicato resta quello del Fondo Povertà e della QSFP, finiti al centro della polemica. «Non esistono 7,1 milioni di euro bloccati», chiarisce l’assessore. «Circa 3 milioni sono stati programmati per le annualità 2024-2025, mentre le annualità precedenti risultano già impegnate».

Una precisazione che punta a ribaltare completamente il quadro: non risorse ferme, ma fondi già destinati e in fase di utilizzo.

E poi c’è il tema più politico, quello che negli ultimi giorni ha acceso il dibattito anche sul fronte caregiver e servizi territoriali.

Grillo alza il livello dello scontro e parla apertamente di «narrazione distorta», costruita su «dati parziali e linguaggi semplificati» che rischiano di trasformare il welfare «in uno strumento di contrapposizione».

Il riferimento è chiaro: la polemica tra Regione e Comune – già emersa sul caso dei fondi caregiver e sulla gestione dell’Ats – si allarga e diventa una questione di metodo, oltre che di merito.

Particolarmente significativo il passaggio sul “Dopo di Noi”, dove l’assessore comunale sposta il focus: «Le criticità non sono riconducibili a una mancata operatività locale, ma a linee di intervento definite a livello regionale», ritenute non coerenti con i bisogni reali delle famiglie.

Un ribaltamento di responsabilità che segna il punto più alto della tensione istituzionale.

Nel finale, la chiusura è netta e politica: «Trasformare questo tema in un attacco politico, utilizzando proprio le fragilità come leva comunicativa, è un modo di intendere la politica che finisce per strumentalizzare le persone».

Parole che certificano una frattura ormai evidente.

Perché dietro la disputa sui numeri e sulle piattaforme c’è qualcosa di più profondo: una diversa lettura del welfare, delle sue responsabilità e dei suoi fallimenti. E soprattutto, una partita tutta politica che si gioca sulla pelle delle persone più fragili.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.