Villapiana verso il predissesto, l'ira dell'ex sindaco: “Conti fuori controllo, ora i nodi vengono al pettine”
Causa GSE e contenziosi milionari: buco vicino ai 13 milioni. Il j'accuse di Vincenzo Ventimiglia: “Altro che allarmismo, il mio era solo senso di responsabilità”
VILLAPIANA - Se fino a qualche settimana fa poteva essere solo un rischio paventato, sussurrato, spifferato come un cattivo presagio, ora le voci sembrano materializzarsi. A Villapiana si mostra con forme sempre più delineate lo spettro del predissesto finanziario. E a dirlo - numeri alla mano - è l’ex sindaco Vincenzo Ventimiglia che parla di una crisi ormai certificata.
La miccia è la delibera commissariale n.56 del 17 marzo 2026, con cui viene formalizzato l’accantonamento obbligatorio nel fondo contenzioso. Un passaggio tecnico che però racconta una verità pesante: il Comune si trova davanti a uno squilibrio strutturale che sfiora i 13 milioni di euro.
Una cifra che impone una scelta obbligata: il riequilibrio finanziario pluriennale. Tradotto, una procedura che certifica la difficoltà dell’ente a reggere l’urto dei debiti accumulati.
Al centro della vicenda c’è una storia lunga più di dieci anni.
Tutto ruota attorno alla realizzazione di sette impianti fotovoltaici risalente al 2013 e al contenzioso con il GSE. Il nodo è arrivato al pettine il 5 settembre scorso, quando il Consiglio di Stato ha condannato il Comune alla restituzione di circa 18 milioni di euro richiesti dal Gestore dei Servizi Energetici già dal 2020.
Da lì, una corsa contro il tempo. Da un lato l’impugnazione della sentenza, dall’altro il tentativo di trattativa per ridurre l’impatto economico. Sul tavolo anche una proposta transattiva da circa 3,4 milioni di euro e una richiesta di rimodulazione della sanzione presentata al GSE.
Ma non basta.
Parallelamente si apre un altro fronte, a causa di un contenzioso innescato dalla società che ha costruito l'impianto oggi gestito dalla BSV Srl, società partecipata del Comune, che include un pignoramento da circa 10 milioni di euro. Insomma, una situazione complessa che aveva portato alla costituzione di una commissione consiliare per individuare soluzioni.
Poi lo stop politico.
Il 10 gennaio 2026 la caduta dell’amministrazione, provocata dalle dimissioni di otto consiglieri che blocca tutto. Ed è qui che si inserisce l’attacco più duro dell’ex sindaco, che parla di “teatrino della responsabilità” e accusa chi ha provocato la crisi di aver anteposto interessi personali al bene pubblico.
Oggi, però, a parlare sono i numeri.
E secondo l’ex primo cittadino non ci sono più margini per minimizzare: «Non era allarmismo, ma responsabilità». Un messaggio che diventa anche un affondo sul presente, con il riferimento al mancato varo del bilancio e a quello che viene definito un “silenzio organizzato”.
Il sospetto è chiaro: si starebbe prendendo tempo per gestire una procedura delicata come quella del predissesto, che impone passaggi obbligati anche verso la Corte dei Conti.
Intanto, Villapiana resta sospesa.
Tra conti fuori controllo, responsabilità incrociate e una crisi che nessuno può più nascondere, il terreno si sposta inevitabilmente sulla politica. Perché questa partita non si giocherà solo nei numeri, ma nelle urne.
Dopo la sfiducia all’ex sindaco Ventimiglia, arrivata a inizio anno a poco più di dodici mesi dalla sua elezione, il Comune si prepara a tornare al voto il 24 e 25 maggio. Un ritorno alle urne che arriva dopo un inverno tutt’altro che silenzioso: accuse pesanti, tensioni altissime, minacce e scenari sempre più cupi che hanno accompagnato la caduta dell’amministrazione.
E ora che i nodi sono venuti davvero al pettine, non sarà più possibile nascondersi dietro slogan o propaganda. Perché questa volta, insieme ai programmi elettorali, i candidati dovranno spiegare come si salva un Comune già con l’acqua alla gola.