Sanità, la Lega frena sui trasferimenti: “Non servono traslochi, ma servizi più forti”
Dubbi su tempi e metodo della riorganizzazione degli spoke: no a spostamenti senza garanzie per i pazienti. E torna il nodo centrale: investimenti e servizi, non semplice redistribuzione dei reparti.
CORIGLIANO-ROSSANO – Se Forza Italia rivendica la regia politica della riorganizzazione e spinge anche sull’ipotesi – tutta da verificare – del trasferimento della Cardiologia, dal centrodestra arriva ora una voce diversa. Più cauta, più territoriale, ma soprattutto più critica sul metodo.
È quella del coordinamento cittadino della Lega, guidato da Antonella Mangano, che nelle ultime ore prende posizione sul riordino degli ospedali spoke di Corigliano-Rossano e, pur senza bocciare l’impianto generale, mette una serie di paletti tutt’altro che secondari.
Il punto di partenza è chiaro: le finalità dichiarate – migliorare i percorsi di cura e garantire maggiore sicurezza – sono condivisibili. Ma è la tempistica, e soprattutto il contesto, a non convincere.
Secondo la Lega, infatti, questa riorganizzazione arriva in una fase in cui il territorio continua a registrare «forti criticità in termini di offerta sanitaria», e proprio per questo «non appare opportuna». Un passaggio che pesa, perché sposta l’attenzione dal “cosa si fa” al “quando e come lo si fa”.
Ma il vero nodo è un altro. Ed è quello che, da giorni, attraversa tutta la discussione: i trasferimenti. Il coordinamento leghista parla senza giri di parole di «forte preoccupazione» per lo spostamento di reparti delicati come l’Oncologia, sottolineando come si tratti di servizi che rappresentano «un punto di riferimento essenziale per cittadini e pazienti spesso fragili».
E qui si innesta un principio che, in controluce, entra in rotta di collisione con la linea più spinta di Forza Italia: i trasferimenti non possono essere trattati come operazioni tecniche o amministrative, ma devono essere accompagnati da un percorso chiaro, condiviso e soprattutto comunicato.
«È fondamentale scongiurare trasferimenti che avvengano senza un adeguato coinvolgimento e una corretta preventiva informazione dei pazienti», si legge nella nota. Insomma, bisogna costruire consenso e garantire continuità.
Ed è qui che la posizione della Lega si fa ancora più netta. Perché invece di inseguire una logica di redistribuzione dei reparti, il coordinamento cittadino rilancia un’altra priorità: il potenziamento complessivo del sistema.
Il bacino della Sibaritide – si sottolinea – ha ormai dimensioni tali da richiedere «un deciso rafforzamento dei servizi sanitari», non semplici operazioni di spostamento. In altre parole: il problema non è dove mettere i reparti. Il problema è cosa manca.
Una linea che, letta dentro il dibattito di queste ore, assume un significato preciso. Perché mentre si discute di trasferire la Cardiologia e si continua a bilanciare i due presidi tra polo medico e polo chirurgico, resta irrisolta la questione centrale: l’assenza di servizi strategici, a partire dall’emodinamica.
E allora la posizione della Lega finisce per incrociare – almeno sul piano dell’analisi – una domanda sempre più diffusa: ha senso continuare a spostare reparti senza prima rafforzare la rete?
Il messaggio finale è chiaro e suona come una linea alternativa dentro lo stesso campo politico: «Servono investimenti strutturali, personale adeguato e servizi potenziati, non soluzioni che rischiano di apparire come meri spostamenti organizzativi».