Riorganizzazione spoke Co-Ro, lo sfruculiamento di Stasi : «Spostamenti inutili per nascondere clamoroso ritardo nuovo ospedale»
Il sindaco denuncia la gestione dello Spoke e accusa il centrodestra locale e regionale: «La sanità è peggiorata, i cittadini pagano il prezzo di scelte senza visione». E intanto si profilano ritardi sull'ospedale «più costoso d'Italia»
CORIGLIANO-ROSSANO - «La nostra sanità ha bisogno di potenziamenti, uomini e servizi, non di spostamenti inutili». È un atto d’accusa durissimo quello firmato dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che interviene nel pieno delle operazioni di trasferimento dei reparti dello Spoke.
«Vanno avanti i lavori di spostamento di reparti dello Spoke: i lavori più inutili della storia della sanità nazionale», afferma senza mezzi termini, puntando il dito contro quella che definisce una gestione fallimentare da parte del centrodestra regionale e locale.
Secondo Stasi, «il tentativo, patetico, del centrodestra è quello di mascherare i propri colossali fallimenti», sottolineando come oggi la sanità calabrese sia interamente nelle mani della stessa area politica: «non ci sono alibi: in questo momento il centrodestra gestisce Sanità regionale, Commissario ad Acta ed Azienda Sanitaria, con nomi e cognomi».
Nel mirino del primo cittadino anche lo scontro interno alla maggioranza: «Una sola cosa è stata più patetica degli spostamenti: l’ignobile guerra, reparto per reparto, tra partiti del centrodestra, con tanto di conferenze stampa. Una vergogna storica».
Una riorganizzazione che, secondo il sindaco, avrebbe avuto senso solo anni fa: «Questi spostamenti avrebbero potuto essere utili, se inquadrati in un’ottica di riorganizzazione generale dello Spoke, non meno di cinque, sette o dieci anni fa». Oggi, invece, «significano solo una cosa: non sanno che pesci pigliare».
Nel suo intervento, Stasi chiama in causa direttamente anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto: «È stato il primo presidente-commissario dopo Scopelliti ed i risultati li conosce ogni singolo calabrese: la sanità è peggiorata, l’emigrazione sanitaria è aumentata, la rinuncia alle cure è una prassi».
Il ragionamento si allarga poi al nuovo ospedale della Sibaritide. Per il sindaco, i ritardi sono evidenti: «Questo confuso spostamento significa anche un’altra cosa: l’ospedale della sibaritide, il più costoso d’Italia, non sarà consegnato a breve».
A sostegno della tesi, Stasi elenca criticità precise: «Dei lavori per l’adduzione idrica, di competenza SoRiCal, non vi è traccia; il progetto per il collettamento fognario c’è, ma nessuna notizia sul potenziamento del depuratore senza il quale non sarà possibile l’allaccio». E ancora: «Sulla strada il Comune sta gestendo sei milioni, sufficienti solo per un viadotto, ed è l’unico lavoro già appaltato, mentre di tutto il resto della strada non esiste nulla, né fondi né progetto».
Non manca un passaggio sulle possibili ricadute economiche: «Voglio sperare che nessuno provi ad utilizzare questi ritardi per non far pagare penali ai concessionari dei lavori e della gestione ospedaliera, che costerà almeno 10 milioni l’anno».
Il giudizio complessivo è netto: «In questo contesto di poteri straordinari e centinaia di miliardi di soldi pubblici spesi, la parola “disastro” è riduttiva rispetto alla incompetenza, inadeguatezza e irresponsabilità dell’attuale classe di potere».
Da qui la richiesta di un cambio di rotta: «I calabresi avevano ed hanno bisogno di medici, di attrezzature, di medicina nucleare, di emodinamica, di tecnologia e di una classe politica che lavori per questi obiettivi».
E la chiusura è ancora più esplicita: «Di spostamenti di reparti sottodimensionati, da un edificio all’altro della stessa città, non sappiamo proprio cosa farcene».