«Fine del commissariamento, un pretesto in meno per i disastri di Occhiuto»
Per Stasi la fine del commissariamento non chiude il dibattito, ma segna l’inizio di una nuova fase in cui la gestione ordinaria sarà chiamata a dare risposte concrete su servizi, strutture e diritti alla salute dei cittadini
CORIGLIANO- ROSSANO - La conclusione del commissariamento per il Piano di Rientro Sanitario segna un passaggio rilevante per la Calabria, ma apre al tempo stesso un nuovo fronte di scontro politico sulla gestione della sanità regionale. A intervenire sula questione è il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi.
«Ad essere stati penalizzati dal Commissariamento per il Piano di Rientro Sanitario - osserva nella nota - sono stati soprattutto quei governatori che hanno dovuto fare i conti con commissari terzi. Non è il caso di Scopelliti, che ha chiuso 18 ospedali, e di Occhiuto, che ha finto di aprirne due o tre. Al contrario, Occhiuto non ha mai disdegnato l'utilizzo dei poteri straordinari commissariali al punto da chiedere ed ottenere, da parte del Governo, un ulteriore ed insensato commissariamento per l'edilizia sanitaria, grazie al quale spera di giustificare varianti da centinaia di milioni di euro previste in un codice degli appalti che esiste solo nella sua fantasia».
«Per questa ragione- osserva - la chiusura del Commissariamento, rappresenta un importante atto per una ulteriore responsabilizzazione della politica, che ha l'onere ed il dovere di costruire una sanità diversa da quella attuale, vicina ai calabresi, cioè l'esatto contrario di ciò che ha fatto Occhiuto in questi cinque anni, sia da Governatore che da Commissario di sé stesso».
«Sarà molto interessante capire quali fondi gestirà la Sanità non commissariata, visto che con incredibile puntualità questa misura del Governo arriva poche ore dopo il voto positivo della Calabria alle pre-intese sulla Autonomia Differenziata anche in materia sanitaria, che renderanno ancora più ricco il centro-nord e sempre più povera la Calabria, ma del resto abbiamo capito tutti che questo sarà un problema di Occhiuto solo fino alle prossime politiche».
«Il nostro problema - conclude - non era il commissariamento, ma una classe dirigente avvinghiata al potere che ha fallito miseramente in ogni campo, e che dobbiamo rinnovare radicalmente con urgenza e con coraggio».