Caregiver, a Corigliano-Rossano il confronto sulle tutele: «Servizi continui e meno burocrazia»
Al centro riconoscimento giuridico, sostegni economici e previdenziali, difficoltà nell’accesso al Fondo FNA e continuità dei progetti di vita indipendente. Previsti nuovi incontri per raccogliere proposte e monitorare le criticità
CORIGLIANO-ROSSANO – Il riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari, le prospettive di tutela economica e previdenziale e, soprattutto, la necessità di tradurre fondi e programmi in servizi accessibili e continuativi. Sono questi i temi emersi dal tavolo tecnico che si è svolto lo scorso venerdì, 6 novembre, nella sala consiliare di piazza Santi Anargiri, nell’area urbana di Rossano.
Promosso dall’assessore comunale alle Politiche di promozione sociale Marinella Grillo, con convocazione del 4 novembre, l’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali, caregiver e associazioni per un aggiornamento sulle misure di sostegno e un confronto sulle difficoltà riscontrate nel territorio.
Alla discussione hanno partecipato l’assessore regionale alle Politiche sociali Pasqualina Straface, l’assessore comunale Marinella Grillo, la presidente della commissione Servizi alla persona Lidia Sciarrotta e la consigliera comunale Daniela Romano, insieme a rappresentanti e operatori dei servizi comunali. La presenza di famiglie e associazioni è stata contenuta, ma gli interventi hanno portato all’attenzione delle istituzioni problemi concreti nella gestione quotidiana dell’assistenza.
Il punto di partenza era il quadro normativo sul riconoscimento e sulla tutela dei caregiver familiari. La convocazione richiamava in particolare il disegno di legge A.S. n. 2063, indicato nel documento come all’esame del Senato. Nel confronto sono stati affrontati il riconoscimento giuridico della figura del caregiver, il tema della remunerazione dell’attività di cura e quello delle tutele previdenziali e contributive per chi dedica tempo ed energie all’assistenza di un familiare.
La discussione si è poi allargata alle misure già presenti, dal Fondo per la non autosufficienza, FNA, ai progetti di vita indipendente. Straface ha illustrato gli interventi realizzati dalla Regione, le risorse messe a disposizione e le ulteriori progettualità da sviluppare in collaborazione con il Comune e gli ambiti territoriali. Dal confronto con Grillo è emersa una convergenza sulla necessità di rafforzare il raccordo tra i diversi livelli istituzionali e dare seguito alle esigenze rappresentate dalle famiglie.
Proprio dall’accesso ai sostegni sono arrivate alcune delle segnalazioni più rilevanti. In relazione alle procedure per il FNA, è stato riferito che diverse persone avrebbero sostenuto il costo di visite in regime intramoenia per ottenere la documentazione richiesta. Nel corso dell’incontro, Straface ha ribadito la necessità di verificare che le prestazioni previste dai percorsi di valutazione siano assicurate senza oneri per le famiglie e con priorità, attraverso il coinvolgimento dei medici, dell’Azienda sanitaria e degli organismi competenti, comprese le Unità di valutazione multidimensionale, UVM.
Sono state inoltre poste all'attenzione situazioni di particolare disagio: genitori costretti ad accompagnare i figli con disabilità in ospedale e ad affrontare attese di ore per il rilascio delle certificazioni. Testimonianze che hanno suscitato sorpresa e preoccupazione nell’assessore regionale e che hanno evidenziato la distanza tra la semplificazione attesa dalle procedure e le difficoltà incontrate concretamente dai cittadini.
Il nodo emerso riguarda dunque l’effettiva applicazione delle indicazioni contenute nei bandi e nelle linee guida regionali e comunali. Le famiglie hanno segnalato ostacoli e passaggi complessi che rischiano di rendere faticoso l’accesso proprio alle misure destinate ad alleggerire il carico dell’assistenza. Accanto alle risorse economiche, è stata posta con forza la richiesta di servizi. I contributi sono considerati importanti, ma devono accompagnarsi - hanno ricordato le famiglie - a interventi capaci di incidere stabilmente sulla vita delle persone con disabilità e di chi se ne prende cura.
In questo senso, una particolare attenzione è stata dedicata ai progetti di vita indipendente. Le famiglie che ne hanno sperimentato gli effetti hanno riferito miglioramenti nell’autonomia personale e nella gestione della quotidianità, naturalmente rapportati alle diverse condizioni e alla gravità delle disabilità. Da qui la richiesta di assicurare continuità ai percorsi, per consolidare i risultati raggiunti e consentire alle famiglie di programmare il futuro.
Al termine di un confronto prolungato, è stata manifestata la volontà di organizzare ulteriori tavoli, per monitorare l’attuazione delle misure e raccogliere proposte, richieste e segnalazioni delle famiglie. Tra i possibili passaggi successivi è stata prospettata anche un’interlocuzione con i dirigenti competenti, per approfondire le disfunzioni segnalate e il funzionamento dei servizi e degli sportelli.
La richiesta consegnata alle istituzioni è chiara, e cioè affiancare al riconoscimento del ruolo dei caregiver percorsi più semplici, servizi continuativi e risposte verificabili nella quotidianità.