Antonio Sanzi premiato in Campidoglio: il valore di restare e curare in Calabria
Al medico e consigliere comunale di Corigliano-Rossano il riconoscimento “Radici di Calabria. Eccellenze di Roma”. Al centro del suo intervento le disuguaglianze nell’accesso alle cure e l’impegno al servizio della comunità
ROMA - Restare nella propria terra, mettere la professione al servizio della comunità e battersi perché il diritto alla salute abbia lo stesso valore ovunque. È il percorso di Antonio Sanzi, medico di medicina generale e consigliere comunale di Corigliano-Rossano, premiato in Campidoglio nell’ambito di Radici di Calabria. Eccellenze di Roma.
Un riconoscimento che porta nella sede dell’Assemblea Capitolina l’esperienza di un professionista profondamente legato al territorio,che ha scelto di continuare a lavorare coniugando competenza medica, attenzione alla persona e impegno civile. Alla cerimonia erano presenti anche Rosellina Madeo, presidente del Consiglio comunale di Corigliano-Rossano e consigliera regionale, e Mariano Angelucci, consigliere capitolino e presidente della Commissione Turismo, Moda e Relazioni internazionali.
Laureato in Medicina e chirurgia all’Università di Bologna, Sanzi esercita a Corigliano-Rossano e affianca all’attività professionale quella amministrativa, da consigliere eletto in una lista civica. Tra i temi al centro del suo impegno figurano i servizi sanitari del territorio, dal sovraffollamento dei pronto soccorso alla rete dell’emergenza, fino alle emodinamiche e alle case di comunità.
Nel corso della presentazione del premiato è stato sottolineato soprattutto il rapporto con i pazienti: una presenza capace di offrire assistenza medica e accompagnamento umano nei percorsi di cura. Un ruolo che assume un significato particolare in una realtà dove le difficoltà di accesso ai servizi alimentano la mobilità sanitaria verso altre regioni.
È proprio sulle disuguaglianze che Sanzi ha concentrato il suo intervento. Il diritto alla salute, ha ribadito, deve essere garantito a tutti, indipendentemente dalla città o dalla regione in cui si vive. La malattia può colpire chiunque; a cambiare sono le possibilità di affrontarla, ottenere assistenza e accedere tempestivamente alle cure.
Ricordando i suoi quarant’anni di attività medica, Sanzi ha descritto il proprio lavoro quotidiano come un impegno per ridurre queste distanze, particolarmente evidenti nella realtà calabrese.
Il premio ricevuto in Campidoglio valorizza così anche la scelta di continuare a esercitare in Calabria, contribuendo dall’interno alla risposta ai bisogni della popolazione. Accanto alle storie di chi ha costruito il proprio percorso lontano dalla regione, quella di Sanzi racconta il contributo di chi è rimasto e ha fatto della vicinanza alla comunità il centro della propria professione.