Abusivismo nella fisioterapia, OFI Cosenza rafforza l’asse con i NAS: «Un terzo delle segnalazioni già denunciato»
Il presidente Giuseppe Celestino e il direttivo hanno incontrato i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità per fare il punto sui presunti casi di esercizio abusivo. «Difendere la professione significa difendere i cittadini»
COSENZA – Rafforzare i controlli e rendere più efficace il contrasto a chi esercita la fisioterapia senza titoli, competenze o iscrizione all’Albo. È l’obiettivo dell’Ordine dei Fisioterapisti di Cosenza, che ha incontrato i NAS – Nuclei Antisofisticazioni e Sanità per fare il punto sulle segnalazioni relative a presunti casi di esercizio abusivo della professione.
Al confronto hanno partecipato il presidente Giuseppe Celestino, il segretario Cristina Fabbricatore, il tesoriere Francesco Zampilli e il consigliere Luciano Ritondale.
Secondo quanto riferisce l’OFI, circa un terzo delle segnalazioni trasmesse dall’Ordine è già stato oggetto di denuncia alle autorità competenti. Un dato che, per il direttivo, conferma l’utilità della collaborazione avviata con gli organi di controllo.
Il presidente Celestino ribadisce che il contrasto all’abusivismo non riguarda soltanto la tutela della categoria, ma direttamente la sicurezza dei cittadini.
L’Ordine intende quindi proseguire la collaborazione con i NAS e con gli altri organismi competenti per individuare chi esercita la fisioterapia senza i requisiti previsti.
«Difendere la professione significa difendere i cittadini» è il principio richiamato dal direttivo nell’attività di vigilanza. L’OFI Cosenza richiama anche il ruolo degli utenti. Prima di rivolgersi a un professionista, l’invito è a verificare che il fisioterapista sia regolarmente iscritto all’Albo, consultando gli strumenti messi a disposizione dall’Ordine.
Allo stesso modo viene chiesto di segnalare eventuali situazioni sospette o possibili casi di esercizio abusivo. L’obiettivo dichiarato resta quello di tutelare la salute pubblica, valorizzare i professionisti qualificati e contrastare chi opera senza le necessarie competenze.