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Randagismo, il Movimento nazionale stop animal crimes chiede prevenzione

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CORIGLIANO-ROSSANO - «Siamo soddisfatti che a Corigliano Rossano si stia parlando, per così dire, del randagismo come mai prima ossia

Giovedì abbiamo presentato al Sindaco di Rossano Corigliano, così come a molti altri Sindaci della Calabria, una proposta articolata ma fluida, su come poter contrastare concretamente il randagismo, ormai un’emergenza perenne e non solo qui. Due semplici domande: Perchè nessun Sindaco o suoi delegati ha mai pensato alla prevenzione sul territorio ma solamente ai canili, quale soluzione al randagismo, continuando a stanziare milioni di euro a ditte private? A Corigliano-Rossano, un comune che a differenza di altri che nemmeno hanno un canile rifugio per non dire sanitario, ci sono ben 2 canili rifugio, per cui 10 giorni fa è stato stanziato altro mezzo milione di euro. Per poi avere difficoltà a far uscire in adozione i cani, che vengono prelevati dai box e mostrati, senza che il visitatore possa girare serenamente per la struttura».

«Perchè nessun’associazione o volontario ha mai parlato di prevenzione, censimento ma prelevano i randagi gestendoli autonomamente in strutture (spesso abusive) mediante raccolte soldi sui social utilizzando poste pay private»?

«Quello che sosteniamo noi invece è investire cifre e ben minori nella prevenzione, attraverso cui arrivare a ridurre il numero dei cani nel canile se non addirittura giungere alla loro chiusura. Ma per fare questo urge intervenire con coraggio dove mai è intervenuto nessuno ossia sul Sindaco (non sulla Regione) e su quella parte di volontariato che ha creato il “fai da te” nella gestione dei

«Siamo convinti che la lotta al randagismo debba partire dalla figura del Sindaco, per legge responsabile degli animali vaganti sul suo territorio. Le attenzioni dei Sindaci devono essere rivolte sul territorio dove il randagismo si origina, attraverso una massiccia campagna di informazione che dia due mesi di tempo ai cittadini per microchippare i propri cani e registrarli, per poi avviare un controllo a tappeto e sanzionare, per poi procedere con il censimento degli animali vaganti e padronali. Investire in questo significa voler contrastare seriamente il randagismo e non continuare a spendere milioni di euro nei canili».

«Oltre una seria campagna informativa “a orologeria”, la microhippatura e il censimento, vi è poi la sterilizzazione: trasformare box del rifugio in sanitario, senza dover spendere altri soldi pubblici per la ristrutturazione (si era parlato di quasi altri 400 mila euro per questo), può essere una soluzione, oltre a quella di costruire una sala ambulatoriale comunale (senza dubbio molto meno costosa dei 400.000 euro) o convenzionarsi con veterinari liberi professionisti. Urge dunque investire nel censimento (elemento preventivo di cambiamento radicale del problema), che permetterebbe di avere per la prima volta il quadro completo dei cani presenti (padronali e vaganti) e quindi la gestione/controllo del problema fino alla sua risoluzione».

da quando il nostro Movimento ha iniziato quasi un anno fa a incontrare Sindaci, Asp e volontari, risvegliando le coscienze e soprattutto facendo luce su un fenomeno le cui reali cause vengono sistematicamente occultate».

È quanto si apprende da una nota stampa del Movimento Nazionale Stop Animal Crimes Italia. «

«Al momento del censimento viene prelevato un campione biologico che viene inserito in un registro comunale; questo permetterebbe di individuare il proprietario del cane abbandonato o trovato ferito o morto e relativa punizione ai sensi di legge».

«Per concludere, diciamo che c'è bisogno di investimento di denaro non nell’anello finale dei canili ma nella prevenzione (da attuarsi ovviamente con l’impiego di cittadini e volontari idonei), che negli anni a venire consentirà al Comune ingenti risparmi economici (250.000 euro ogni anno, oggi, vanno ai canili)».

«Chiediamo quindi la nomina di un assessore ad hoc o un delegato adatto a gestire il problema. Molti cittadini credono che la persona adatta sia l’avvocato Zangaro Liliana ma in realtà, è priva di qualsivoglia delega specifica, ignorando quindi per quale ragione la stessa si pone in “prima linea” in tema di randagismo, personalizzando eccessivamente la questione e un certo pregiudizio verso i nostri attivisti manifestato più volte in occasione di recuperi recenti e meno recenti».

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.