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Calabria, energia e innovazione: «Può diventare l'hub del Mediterraneo digitale»

2 minuti di lettura

ZUMPANO - I dati viaggiano nei cavi, l’Intelligenza Artificiale cresce nei data center, il supercalcolo corre dentro infrastrutture sempre più potenti. Ma tutto questo, prima ancora che tecnologia, è energia. Senza energia disponibile, rinnovabile, stabile e governata non esiste Mediterraneo digitale, non esiste attrazione di investimenti, non esiste competitività per i territori che vogliono entrare davvero nella nuova economia dei dati. La Calabria, che produce più energia di quanta ne consuma e dispone di una posizione naturale al centro delle rotte mediterranee, può smettere di essere soltanto terra di passaggio e diventare piattaforma strategica dove energia, cavi, cloud, IA e competenze si incontrano.

Ne è convinto Vincenzo D’Agostino, Amministratore Delegato di Omnia Energia, rilanciando ancora una volta il ruolo strategico che può assumere la Calabria nel nuovo scenario europeo per la sicurezza digitale. Il punto – sottolinea – non è solo produrre energia green, ma usarla come leva per attrarre infrastrutture energivore, investimenti tecnologici, ricerca applicata e lavoro qualificato. Se la Calabria continua ad esportare energia senza trattenere valore, resta fornitrice e anche con bassi profitti. Se invece collega energia, dati e innovazione, può ridisegnare il suo posizionamento all’interno del bacino euromediterraneo.

Nel nuovo equilibrio globale, infatti, il Mediterraneo non è più soltanto mare commerciale, turistico o geopolitico. È anche spazio fisico attraversato da connessioni digitali, infrastrutture sensibili, reti energetiche e flussi di dati. I data center, che dobbiamo ricordarci che sono sistemi fortemente energetici, non nascono dove c’è soltanto spazio. Nascono dove ci sono fonti approvvigionamento energetico, sicurezza, reti, competenze, ricerca, visione pubblica e capacità industriale. È su questo terreno che la Calabria può giocare una partita diversa, trasformando il proprio vantaggio energetico ed il suo know-how in un fattore di attrazione.

L’altra buona notizia arriva dall’Università della Calabria, protagonista di un importante progetto europeo su supercalcolo, Intelligenza Artificiale e ricerca sui plasmi spaziali. È la conferma – evidenzia D’Agostino – che in Calabria non mancano le competenze. Dalla fisica computazionale ai big data, dal machine learning agli algoritmi efficienti per finire alla ricerca avanzata, tutto questo è già dentro l’ecosistema calabrese. Il punto è trasformare questo capitale umano di qualità in filiera industriale, collegando università, imprese, energia e infrastrutture.

Dentro questa visione c’è anche Omnia Genius, il sistema di gestione energetica intelligente sviluppato da Omnia Energia, che integra building automation e Intelligenza Artificiale per monitorare e ottimizzare i consumi in tempo reale. L’obiettivo non è semplicemente produrre di più, ma consumare meglio, ridurre sprechi, governare i picchi, leggere i dati, rendere più efficienti edifici, imprese e servizi pubblici. È, questa, la cultura energetica che serve anche per attrarre infrastrutture digitali avanzate: non energia abbondante e basta, ma energia intelligente.

La Calabria – continua l’Amministratore Delegato di Omnia – ha tre asset che non possono restare separati: energia rinnovabile, posizione nel Mediterraneo e competenze scientifiche. Manca una regia che li metta nella stessa architettura. Per questo Omnia torna a sollecitare al Presidente Roberto Occhiuto una cabina di regia regionale sull’energia sostenibile e sull’innovazione, capace di coinvolgere Regione Calabria, imprese energetiche, università, ricerca, territori, operatori digitali e soggetti interessati agli investimenti infrastrutturali. Non un tavolo di rappresentanza, ma un luogo operativo dove costruire una proposta Calabria credibile per data center, IA, accumulo, efficienza, reti e nuova economia dei dati. 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.