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Avvistati i lupi a Terranova da Sibari, i predatori alla ricerca dei cinghiali

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TERRANOVA DA SIBARI – Ai piedi del borgo di Terranova da Sibari, nelle alture che costeggiano il fiume Crati, già da tempo, sono stati avvistati i lupi.

I cacciatori locali durante i mesi scorsi hanno avvistato una famiglia nelle zone che fanno parte del “Castiedd’”, nel gergo terranovese o chiamate anche “Pietra grande”, tutta quella parte collinosa a ridosso del ponte che costeggia parte del Crati, della campagna terranovese e arriva anche oltre la diga di Tarsia.

Un paesaggio incontaminato, senza cemento, naturalisticamente quasi intatto. Durante la stagione della caccia gli avvistamenti sono stati molteplici, si suppone che questa migrazione, fatta di qualche unità secondo le testimonianze, è dovuta alla necessità di seguire le loro prede favorite, i cinghiali.

Si apre così una parentesi che fa male ad agricoltori, ambientalisti, amministratori per diversi motivi. L’invasione di cinghiali a valle, è ormai una realtà che ingloba effetti dannosi invadendo aziende agricole e colture con danni ogni stagione non quantificabili per gli agricoltori, causando spesso incidenti automobilistici e, soprattutto registra nella pratica, quelli che sono i cambiamenti climatici e dell’eco-sistema ambientale.

Il cinghiale è una delle specie più presenti e in buona salute della nostra penisola, oltre ad essere uno dei mammiferi geograficamente più diffusi del pianeta e la specie italiana è tra le più resistenti e facilmente adattabile ai nuovi territori.

L’elevato numero registrato negli ultimi anni, si deve probabilmente, allo stop nel 2010 della caccia da parte della regione, al conseguente allevamento della specie fatto dai cacciatori privatamente e, gli stessi cacciatori di cinghiali nelle loro battute, non caccerebbero più gli esemplari adulti ma solo parte dei lattanti proprio per incentivarne la proliferazione, all’incontenibile riproduzione di questo animale di cui riportiamo il censimento più recente fatto Coldiretti Calabria nel 2019, all’incirca 300mila i cinghiali presenti nella regione. Inoltre nelle zone come quelle terranovesi, incontaminate e preservate da inquinamento, i cinghiali si riproducono rigogliosi. Le femmine infatti non hanno limiti di alcun tipo se non di peso, infatti dai 30 Kg in su, possono riprodursi senza problemi.

Dalle ricerche fatte dall’Eco dello Jonio, risulta molto probabile che i lupi, seguano gli ungolati perché dalle analisi dei dati che abbiamo ricercato e incrociato, in numerosi casi gli areali del lupo e del cinghiale si sovrappongono, soprattutto nell’Europa mediterranea e in particolare in Italia. Riportiamo un’estrapolazione tra le tante ricerche scientifiche esaminate, pubblicata dall’European Journal of Wildilife Research che riguarda l’Italia: «Esaminando 16 studi provenienti da un totale di 21 aree di studio, per valutare se la frequenza assoluta dell’occorrenza di cinghiale nella dieta del lupo è influenzata dalla presenza di altre specie di ungulati nella dieta e dal numero disponibile delle specie di ungulati. Il cinghiale si è rivelato essere la preda principale del lupo (occorrenza 49% in media), seguito da caprioli (24%) e bestiame (18%)».

Quando sono disponibili prede selvatiche, come il cinghiale, il lupo tende a preferirle al bestiame. Per cui riteniamo che le dichiarazioni di coloro che affermano di aver avvistato dei lupi nella valle del Crati, siano molto credibili. Inoltre, a Terranova da Sibari è secolare la credenza che i lupi, in alcuni periodi dell’anno, siano presenti nella zona castiedd’, la cosiddetta pietra grande.

 

 

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive