Differenti punti di vista: Scutellà e Turano si confrontano sui grandi temi della Sibaritide
Il consigliere di Forza Italia rivendica i risultati dell’amministrazione Occhiuto. La consigliera del Movimento 5 Stelle contesta le priorità e chiede risposte sui servizi. Botta e risposta anche sulla crisi agricola e sulla sicurezza del Crati
CORIGLIANO-ROSSANO – Sanità, infrastrutture, sostegno alle categorie in difficoltà e prevenzione delle alluvioni. Dopo una prima parte dedicata alle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il confronto a L’Eco in Diretta si è concentrato soprattutto sulla politica e sulle risposte attese dal territorio.
Ospiti del talk condotto da Marco Lefosse, il consigliere provinciale e comunale Giuseppe Turano, di Forza Italia, e la consigliera regionale Elisà Scutellà, del Movimento 5 Stelle. Un botta e risposta serrato, nel quale alla difesa dell’azione del governo regionale si sono contrapposte le critiche dell’opposizione sulla distanza tra annunci e servizi.
Scutellà ha contestato a Occhiuto soprattutto l’impostazione della sua iniziativa politica: «Comunica alla stampa quello che potrebbe fare per dimostrare se sa governare», senza tradurre, nella sua lettura, questa presenza pubblica in risposte sufficienti ai problemi della Calabria.
Turano ha respinto il giudizio, rivendicando la capacità del presidente di intervenire su questioni trascurate a lungo: «Sui temi principali, ai quali nessuno aveva messo mano negli ultimi vent’anni, sta intervenendo». Una valutazione accompagnata dal richiamo ai risultati in agricoltura, turismo, infrastrutture e crescita economica, oltre che al peso dei rapporti istituzionali con Roma. Proprio su quest’ultimo punto è arrivata la replica di Scutellà: «Essere ricevuti a Roma non significa ottenere provvedimenti».
L’ospedale della Sibaritide e le priorità della sanità
Il confronto è entrato nel merito della sanità partendo dall’assenza di Scutellà alla cerimonia per il nuovo ospedale della Sibaritide. La consigliera ha motivato la scelta richiamando quelle che considera carenze ancora decisive, a partire dai servizi idrici e fognari: «Non puoi pensare a un ospedale senza determinati servizi».
Una critica estesa al taxi sanitario, giudicato un intervento fuori dalle priorità rispetto alla carenza di medici, alle difficoltà delle ambulanze e alla situazione degli ospedali. «Ci sono delle urgenze e poi metti il taxi sanitario», ha sintetizzato Scutellà, chiedendo che le risorse vengano indirizzate prima al funzionamento dell’assistenza.
Turano ha precisato la natura dell’appuntamento: «Non c’è stata l’inaugurazione del nuovo ospedale, c’è stato il trasferimento degli ambulatori». Un passaggio che, per il consigliere forzista, merita di essere riconosciuto nel percorso verso l’attivazione della struttura. Ha inoltre respinto l’attribuzione all’attuale presidenza delle responsabilità per le chiusure del passato, rivendicando l’azione di rilancio avviata dal centrodestra.
Il futuro dei treni dalla Sibaritide
Acceso anche il capitolo dei collegamenti ferroviari. Scutellà ha rivendicato il ruolo del Movimento 5 Stelle nell’arrivo del Frecciarossa Sibari-Bolzano, mentre Turano ha contestato la rappresentazione di una cancellazione definitiva del servizio.
«Il treno non sarà soppresso», ha affermato, illustrando una sospensione dal 13 dicembre al 31 gennaio per lavori sulla galleria Santomarco e un successivo cambiamento di percorso: «Anziché Sibari-Bolzano sarà Sibari-Milano-Torino». Nella sua ricostruzione, il nuovo itinerario risponderebbe maggiormente alla domanda dei viaggiatori diretti verso Milano. Quanto all’aumento delle corse, ha richiamato l’obiettivo indicato dall’assessore ai Trasporti, senza presentarlo come un risultato già acquisito: «Ci proveremo, però partiamo da un treno».
Scutellà ha spostato l’attenzione sulla necessità di ampliare l’offerta. «Mettiamo più treni da Sibari a Paola», ha sollecitato, richiamando una propria mozione approvata all’unanimità e le osservazioni presentate al Piano regionale dei trasporti. Tra le proposte ricordate, anche il Crotone-Milano e il rafforzamento dei collegamenti tra Alto Ionio e Taranto, utilizzati dai pendolari. «Bisogna concentrarsi sul lavoro e fare», ha concluso sul punto.
Agricoltori e autotrasportatori, il confronto sugli aiuti
Le proteste contro il caro gasolio hanno aperto un ulteriore fronte. Scutellà, presente in diversi presìdi calabresi, ha riportato il malessere delle categorie e contestato l’adeguatezza del sostegno regionale. Nel confronto ha contrapposto i 15 milioni di ristori richiamati per la Calabria ai 60 milioni indicati per la Sardegna, chiedendo inoltre un maggiore impiego delle risorse europee a sostegno del gasolio agricolo.
La consigliera ha riconosciuto che la crisi supera le competenze regionali, ma ha insistito sulla necessità di una presenza istituzionale più vicina alle persone coinvolte: «Queste persone si sono sentite veramente abbandonate».
Turano ha difeso l’operato dell’assessore Gianluca Gallo e le misure adottate: «La Regione non sia stata ferma», è il giudizio espresso nel suo intervento, accompagnato dal richiamo ai provvedimenti nazionali e ai vincoli di destinazione dei fondi. Ha riconosciuto che la crisi resta aperta e che serviranno ulteriori interventi.
Non è mancata una nota polemica sui tentativi di sfruttare politicamente la mobilitazione. Turano ha parlato di strumentalizzazioni, precisando però di non riferirsi a Scutellà. La consigliera ha difeso il lavoro svolto ai presìdi e sui social per dare visibilità alle richieste delle categorie.
Ristori e Crati, rassicurazioni e contestazioni
In chiusura, il dibattito si è concentrato sulle conseguenze del maltempo e sulla sicurezza del territorio. Turano ha riconosciuto il lavoro della Protezione civile e riferito di verifiche in corso sulle pratiche per i risarcimenti: «Stanno già procedendo per predisporre le liquidazioni». Ha quindi rassicurato sull’attenzione riservata al Crati, ricordando le interlocuzioni tra Regione e comitati.
Scutellà ha contrapposto a queste rassicurazioni il contenuto di una risposta a una propria interrogazione: «Mi viene detto dalla Regione Calabria che questi soldi non ci sono». Ha auspicato l’arrivo dei ristori, chiedendo però coerenza tra gli impegni pubblici e gli atti dell’amministrazione.
Il tema si è così allargato dalla riparazione dei danni alla prevenzione. «Il pericolo è sempre dietro l’angolo», ha sottolineato la consigliera, richiamando la necessità di intervenire sui fiumi e sul dissesto idrogeologico. Un terreno sul quale il confronto ha lasciato aperta la questione più concreta: quali risorse e quali tempi per proteggere un territorio che non può affidarsi soltanto alla gestione dell’emergenza.