Rifondazione Alto Jonio: «Basta con i carrozzoni elettorali dei soliti noti»
Secondo il partito c'è la necessità essenziale di superare la stagione populista del civismo e ridare spazio a ideali, idee e principi politici «seri e condivisi»
TREBISACCE - «Il "caso Villapiana" (e le nuove uscite improvvide del segretario villapianese del Pd per metterci una toppa) confermano la necessità di inaugurare una nuova stagione politica nel nostro territorio. C'è la necessità essenziale di superare la stagione populista del civismo e ridare spazio a ideali, idee e principi politici seri e condivisi». Così in una nota il circolo di Rifondazione Comunista Alto Jonio.
«Le nostre Periferie - aggiungono - esigono preparazione e onestà intellettuale, in tal senso. Sono troppi gli esempi locali in cui i "palazzi" sono gestiti da maggioranze sedicenti civiche ma che invece sono il classico "cavallo di Troia" dei soliti noti che governano la Regione. Quanti Comuni delle nostre zone annunciano simpatie progressiste ma sono da tempo il carrozzone elettorale di gente come l'assessore regionale Gallo? E quanti sindaci con tanto di tessere sempre cosiddette progressiste sono i neo tifosi dello stesso esecutivo Gallo se non, peggio, della Lega del "ponte dei sogni"?».
«A Spezzano- osservano - chi governa non ha cura neppure di rispondere alle interrogazioni ufficiali della minoranza. A Trebisacce, Amendolara e Roseto non si capisce il colore del... potere e la macedonia finale è amara. A Rocca e Montegiordano vige l'uomo solo al comando come, del resto un po' ovunque dalle nostre parti. Che posizione hanno questi "palazzi", o meglio nuovi castelli, rispetto ai trasporti, all'accoglienza, all'istruzione e alla sanità pubbliche sempre più da terzo mondo, alla sicurezza, all'accoglienza? Chi governa si affanna solo in asfalto, quotidianità spicciola e "selfie" sui social per aumentare la propria popolarità apparente. Al resto pensa chi ha interesse a lasciarli lì dove stanno. E ora ecco il "caso Villapiana" per chiudere questo cerchio dei veleni».
«Voltiamo pagina. Il voto referendario deve avere un senso anche da noi. Le clientele e i carrozzoni elettorali si possono battere soltanto lavorando per tempo a un laboratorio politico che deve vedere le Sinistre "vere" del territorio studiare i problemi locali, cercare soluzioni, progettare coalizioni e far crescere una classe dirigente giovane negli anni ma, soprattutto, nelle teste. Aspettare l'ultimo minuto e puntare solo sui nomi è il grande tumore del nostro comprensorio: ci condanna a sbagliare sempre, a essere marginali nelle scelte regionali, a non contare mai».
«Rifondazione Comunista si propone in quest'azione di mediazione e progettazione. Invitiamo le Sinistre che già con noi stanno camminando da tempo a unirsi in questo grande progetto politico: lasciare ancora dello spazio a chi non ha una base storica e ideale e sa solo muoversi pensando agli interessi propri e dei suoi sodali ci rende complici dello sfacelo generale. Torniamo alla Politica vera e restituiamo il territorio alla sua popolazione onesta che merita di più e di meglio: a cominciare dalla nostra azione di lotta e di denuncia senza temere niente e nessuno».