Il Segretario Lo Moro assolto in Appello: cade l’accusa di falso ideologico
La Corte di Catanzaro ribalta la condanna di primo grado: «Il fatto non costituisce reato». Attese le motivazioni entro 90 giorni
CATANZARO - La Corte d’Appello di Catanzaro ha assolto il segretario comunale Paolo Lo Moro dall’accusa di falso ideologico, ribaltando la sentenza di primo grado emessa dal Gup del Tribunale di Castrovillari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti episodi di assenteismo nella Polizia municipale.
La decisione è stata pronunciata oggi dalla Terza sezione penale della Corte, composta dal presidente Antonio Battaglia e dai consiglieri Carlo Fontanazza e Paola Ciriaco, che hanno riformato integralmente il verdetto del 10 dicembre 2024, assolvendo l’imputato «perché il fatto non costituisce reato».
Nel dispositivo, depositato in udienza, la Corte ha inoltre disposto un termine di 90 giorni per il deposito delle motivazioni.
Lo Moro, in primo grado, era stato condannato a due anni di reclusione (pena sospesa) per una vicenda legata alla presunta falsa attestazione della presenza di un funzionario durante i lavori di una commissione concorsuale.
L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza nel 2020, aveva riguardato un più ampio filone investigativo su presunti episodi di assenteismo e irregolarità nella gestione delle presenze all’interno della Polizia municipale.
Con la sentenza di secondo grado, la posizione del segretario comunale viene completamente ridefinita in senso assolutorio. Resta ora da comprendere, attraverso le motivazioni della Corte, il quadro giuridico che ha portato all’annullamento della condanna di primo grado.