Laghi di Sibari, dopo 25 anni il lodo arbitrale cambia il calcolo dei contributi associativi
Accolta la tesi della Casa Bianca Group sui terreni del Foglio 68: per verde, aree attrezzate e specchi d’acqua le quote vanno calcolate sui metri quadrati e non sui volumi edificatori mai realizzati
LAGHI DI SIBARI (CASSANO JONIO) – Una controversia trascinatasi per circa venticinque anni arriva a un passaggio decisivo. Un Collegio arbitrale, adito nel 2024 dalla Casa Bianca Group Srl in liquidazione, ha stabilito quale criterio debba essere applicato per il calcolo dei contributi associativi richiesti dall’Associazione Laghi di Sibari su alcuni terreni ricadenti nel Foglio 68, particella 23, già particelle 23 e 26.
La decisione accoglie la tesi sostenuta dalla società: per quelle aree le quote associative devono essere determinate sulla base del metro quadrato, secondo quanto previsto dall’articolo 6, lettera a), dello Statuto sociale, e non facendo riferimento ai volumi edificatori indicati dal Piano di lottizzazione.
Una differenza tutt’altro che formale, perché incide direttamente sulla misura dei contributi richiesti.
Il nodo dei volumi mai costruiti
Lo Statuto prevede per le zone destinate a verde, verde attrezzato e specchi d’acqua un contributo parametrato alla superficie, originariamente fissato in 7,30 lire al metro quadrato, da aggiornare secondo i parametri applicabili.
Il contenzioso era nato invece dall’applicazione di un criterio legato alle volumetrie edificatorie previste nella pianificazione originaria dei Laghi di Sibari.
Il Collegio arbitrale ha ritenuto che, nel caso oggetto della controversia, debba essere applicato il parametro previsto espressamente dallo Statuto per quella tipologia di aree.
Sul fondo della vicenda c’è anche la storia urbanistica del complesso sibarita. Le opere immaginate circa mezzo secolo fa nel progetto dell’architetto Gino Valle non sono state interamente realizzate e, secondo quanto evidenziato dalla parte ricorrente, lo sviluppo originariamente immaginato per la nautica da diporto è stato condizionato anche dai ripetuti problemi di insabbiamento della foce del Canale Stombi.
È proprio il divario tra le volumetrie progettate sulla carta e l’effettiva destinazione e utilizzazione delle aree ad aver rappresentato uno dei punti centrali della controversia.
Vuoto: «Dopo 25 anni viene rispettato lo Statuto»
A commentare il pronunciamento è il geometra Antonio Vuoto, che parla del «coronamento di 25 anni di determinazione e caparbietà».
«Nonostante i ripetuti tentativi di risolvere la questione in via bonaria con le diverse gestioni del Consiglio di amministrazione dell’Associazione – afferma – è stato necessario ricorrere all’arbitrato per ripristinare il corretto rispetto dello Statuto».
Il lodo riguarda naturalmente la specifica controversia sottoposta al Collegio e le posizioni oggetto del giudizio arbitrale. Ma la questione solleva inevitabilmente un tema più generale sulla modalità con cui vengono calcolati i contributi all’interno del complesso dei Laghi di Sibari e sull’attualità delle regole che ne disciplinano la gestione.
Ora si apre il tema della revisione dello Statuto
Per Vuoto, infatti, il pronunciamento dovrebbe diventare anche l’occasione per mettere mano a uno Statuto sociale risalente a una realtà economica e urbanistica profondamente diversa da quella attuale.
Tra gli esempi richiamati c’è quello delle penalità previste per i soci morosi. Le norme associative contemplerebbero tuttora un tasso del 6%, costruito sulla base di parametri economici risalenti alla fine degli anni Settanta.
Da qui la richiesta agli organi dell’Associazione di avviare una revisione complessiva delle regole, adeguandole alla situazione attuale e introducendo criteri ritenuti più trasparenti ed equilibrati.
Dopo un quarto di secolo trascorso tra contestazioni e tentativi di composizione, il lodo segna quindi un punto fermo almeno sul caso sottoposto agli arbitri. Ma potrebbe anche aprire una discussione più ampia: quanto delle regole con cui sono nati i Laghi di Sibari quasi cinquant’anni fa è ancora adeguato alla realtà di oggi?